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La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


NON VORREI POLEMICHE, SOLO RIFLESSIONI. SULLA PARITA' DI DIRITTI, SULL'EUTANASIA. E SUI FEMMINICIDI.

Pubblicato da Manuela Donghi su 3 Maggio 2013, 16:50pm

NON VORREI POLEMICHE, SOLO RIFLESSIONI. SULLA PARITA' DI DIRITTI, SULL'EUTANASIA. E SUI FEMMINICIDI.

Oggi sono due i temi centrali, ed entrambi etici.

Il nodo delle unioni civili e i mille interrogativi sull’eutanasia.

Per gradi. Michaela Biancofiore, deputata Pdl, è stata nominata sottosegretario alle Pari Opportunità, ma le associazioni gay non ci stanno. L’oggetto del contendere sarebbe una “antica” dichiarazione della parlamentare: “Non capisco perché si dovrebbe consentire un matrimonio tra uomini”. Posizione, dunque, considerata omofoba da chi invece ogni giorno lotta affinchè tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale, siano trattati allo stesso modo dalla legge. Del resto siamo nel 2013 e del resto non è l’amore per un sesso o un altro a fare di un uomo o di una donna una brava o cattiva persona. Non è facile scrivere i pensieri intorno a temi delicati come questo, soprattutto se, al di là di essere d’accordo o meno, mancano da risolvere molti gap alla base, primo tra tutti una “modifica” della mentalità italiana ancora un po’ conservatrice. E non solo su questo argomento. Che sia giusto o sbagliato non si sa, quello che è certo è che gli italiani sono così, e nella maggior parte dei casi non hanno nessuna intenzione di essere più avanguardisti, e in tempi non sospetti, su questo blog, ho già avuto modo di rimarcarlo, anche su temi “meno seri”. Quello che mi fa riflettere è piuttosto la polemica in se’. Mi spiego meglio: siamo davvero sicuri che l’On. Biancofiore sia davvero contro le unioni omosessuali? Che sia davvero omofoba? Possiamo davvero prendere come riferimento una dichiarazione fatta tempo fa e magari estrapolata da un contesto magari non completamente ad hoc? Non dimentichiamoci che spesso le notizie non vengono rese per come sono realmente, ma per come possono diventare, ossia più forti (due giorni fa l’esempio eclatante l’abbiamo avuto sulla presunta abolizione dell’IMU. Non era così, lo è stato solo per “licenza giornalistica”). Quindi prima di giungere a conclusioni, chiariamo. Per ora Michaela Biancofiore ha commentato: “Mai attaccato gli omosessuali, non capisco da dove provengano questi attacchi, è discriminazione preventiva”. Siamo d’accordo? Prima cerchiamo di capirne di più e poi decideremo se l’On. sia adatta alla nomina o meno.

Sull’eutanasia invece che dire? Fa già discutere, come avvenuto in passato, l’ultimo video diffuso dall’Associazione Luca Coscioni e sostenuto dai radicali per la campagna di sensibilizzazione. Una donna chiede di morire. Non perché non gli importi della Vita, ma perché la Vita la sta abbandonando. Il grande dilemma della fine. Possiamo essere liberi di decidere quando vogliamo andarcene, quando è il momento di dire addio alle persone che vorremmo avessero solo il ricordo più bello di noi? Quando una malattia non ci da’ scampo e purtroppo il nostro epilogo risulta già scritto, possiamo sentirci padroni del nostro corpo e della nostra mente? Difficile rispondere sì o no. Forse, pensandola in maniera più liberale, per tutte le cose dovrebbe esserci la possibilità di esprimersi e scegliere. Ma forse, è anche giusto mettere dei paletti. Che possano aprire discussioni. Come in questo caso. La Vita è preziosa ed è vero che come le altre cose appartiene a noi. Ma credo sia normale avere qualche veto in più rispetto alla possibilità di scegliere cosa indossare o in quale ristorante andare a mangiare. Altrimenti diventerebbe semplice anche decidere di morire. E, scusate il salto pindarico e il collegamento forse un po' forzato, c’è gìà troppa gente che se ne va. Non sono per forza di cose femminista e non mi piace la retorica, ma oggi, più che delle polemiche per quello di cui ho riferito sopra, mi sarebbe piaciuto leggere più commenti sugli omicidi ravvicinati che hanno avuto come protagoniste le donne. Vi sembra una cosa marginale?

LAURA BOLDRINI, PRESIDENTE DELLA CAMERA, DIXIT

“E’ tempo di fare una legge. In Italia le donne continuano a morire per mano degli uomini e per molti è sempre e solo una fatalità, un incidente, un raptus.”

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