Una piccola riflessione visto che si sta parlando di “Mario Balotelli testimonial dello Ius Soli”. E’ lo stesso Mario Balotelli che non ha voluto riconoscere sua figlia, vero? Occhei.
Prima di “conoscere” l’attuale Ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, forse a stento avevamo sentito parlare di Ius soli. Non dico che è come è successo per lo spread, ma quasi. Con l’unica differenza che perlomeno di spread parlavano gli analisti, o gli esperti economici. Ma di Ius soli, a meno di non essere nell’argomento per qualche motivo specifico, abbiamo mai discusso? Non credo. Ma del resto pare anche normale, dato che il fenomeno dell’immigrazione, in Italia, è sempre stato valutato un po’ più marginalmente rispetto ad altri Paesi.
Così, come spesso accade, c’è la brutta abitudine di non avere mai mezze misure. Ed ecco qui che quando ancora non ci hanno dato modo praticamente di capire per bene che differenza passa tra Ius soli e Ius sanguinis, ci vogliono cambiare di netto le carte in tavola. Ogni Paese ha le sue regole e la scelta è proprio tra "Ius soli" e "Ius sanguinis": il primo fa riferimento alla nascita sul "suolo", sul territorio dello Stato e si contrappone al secondo, che si basa invece sull'elemento della discendenza o della filiazione. Per i Paesi che applicano lo Ius soli è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori.
“E' difficile dire se riuscirò”, ha ammesso la Kyenge, “per far approvare la legge bisogna lavorare sul buon senso e sul dialogo, trovare le persone sensibili". Io però non credo ci sia bisogno solo di sensibilità. Guarda caso, quando si toccano questi temi, si tirano in ballo parole come “correttezza”, “sensibilità”, “diritti”. Invece credo che su queste materie, la sensibilità da sola non porti da nessuna parte, perché altrimenti diventa solo buonismo. Insieme deve esserci una riflessione profonda, assoluta, totale. Soprattutto proprio in virtù del fatto che in Italia, troppe cose devono essere sistemate prima di togliere o modificare le leggi che regolano (e regolamentano) l’immigrazione e tutto quello che a questo ruota intorno. Cosa succede negli altri Paesi? In quelli dell’Unione Europea vige lo Ius sanguinis tranne che in Francia, dove lo Ius soli esiste fin dal 1515. Negli Stati Uniti, invece, così come in Argentina, Brasile e Canada, vige lo Ius soli senza alcuna ulteriore regolazione: chi nasce negli Stati Uniti è cittadino americano. Il concetto, messo così, è bello. Peccato rimangano altri problemi legati proprio ad una certa facilità di vedute.
Non divaghiamo, detto ciò. In modo circolare tornerei, per concludere, alla scelta del nostro Ministro di interpellare il calciatore Mario Balotelli come testimonial di una campagna così importante. Balotelli è stato vittima di discriminazione, quindi sarebbe adatto. “Non lo conosco personalmente, so che sta subendo atti di razzismo, ma riesce a testa alta a dare un forte contributo all’Italia”. Il forte contributo all’Italia vogliamo circoscriverlo? Saranno forse i 4 milioni netti più bonus per 4 anni e mezzo di contratto che si porta a casa? Sarà forse il noto attaccamento alla maglia, soprattutto quella dell’Inter? Sarà forse l’elevata caratura comportamentale nei confronti della sua ex compagna Raffaella Fico e della figlia Pia?
Sì, forse sì.