Ogni giorno ci prendiamo in giro. Ci prendiamo in giro facendo credere l’uno all’altro di volerci bene e soprattutto di volere il bene della nostra Terra. La mattina ci vestiamo di buone parole davanti a uno specchio, guardandoci fissi negli occhi, probabilmente in un modo talmente intenso e unico come mai guardiamo nessun altro, prendiamo le nostre cose e usciamo di casa, pensando di essere gli eroi di un nuovo fumetto per adulti. Invece non facciamo altro che recitare un copione che ormai abbiamo fatto nostro e che evidentemente pensiamo SIA veramente nostro.
Mi spiace se offenderò la sensibilità di qualcuno, sappiate che non è fatto appositamente.
Partiamo dal presupposto che il mondo è bello perché è vario. Ma davvero pensiamo di essere buoni, magnanimi e normali se valutiamo l’ipotesi che Martina Levato possa prendersi cura del suo bambino? E’ la mamma? Non c’è dolore più grande di una mamma allontanata dal figlio? Non ho dubbi, anche se io un figlio ancora non ce l’ho. Ma il dolore che questa mamma ha provocato alla vittima, l’ex bruciato dall’acido, e a tutta la sua famiglia, non viene valutato? Sto dicendo qualcosa di retorico, è vero. Non amo la retorica, ma in alcuni casi è una condizione obbligata. E qui voglio concedermela. Però per non esagerare cerchiamo di uscire da questo.
Rewind.
Riponiamo la stessa domanda di prima. Davvero pensiamo di essere buoni, magnanimi e normali se valutiamo l’ipotesi che Martina Levato possa prendersi cura del suo bambino? Lei, proprio lei che per evitare carcere e pene severe si era dichiarata incapace di intendere e di volere? Un’attenuante di per sé che già lascia il tempo che trova, ma che, va bene, giustifichiamo ogni volta. Sei incapace di intendere e di volere? Ottimo. L’hai detto TU. L’ha detto il TUO Avvocato. Curati, curatela, curiamola, ma con tutte le conseguenze e responsabilità del caso. Tra cui, guarda un po’, c’è anche quella per cui TU, proprio TU, non sei in grado di crescere un figlio. Se è vero che la Vita non è scienza pura, è anche vero che in alcuni casi, tra cui questo, le decisioni dovrebbero maturare matematicamente: 2+2 fa 4. E farà sempre 4.
Si può essere d’accordo o meno e questa non è la sede adatta per aprire il quesito. Ma stiamo tanto a discutere di adozioni per omosessuali, o coppie di fatto, o adozioni per single, e poi abbiamo il coraggio di reputare che una donna evidentemente disturbata, che un giorno si sveglia, e al posto di fare come tutte le persone normali che vanno a lavorare o a fare la spesa o a fare una qualsiasi altra cosa, va a gettare dell’acido addosso al suo ex fidanzato, abbia più diritto di essere mamma?
CONCLUSIONI
Sapete?
Questo è un insulto per tutte quelle coppie che da anni aspettano di poter adottare un bambino. Per tutte quelle coppie che sono costrette a sottostare a tempi burocratici interminabili o a sentirsi dire che la loro richiesta è stata rigettata per chissà quale strano e insormontabile motivo. Questo è un insulto per tutte quelle coppie che non possono avere figli e che sono costrette ad andare all’estero per ricorrere ad altri metodi perché in Italia “sono immorali”.
Io del buonismo non me ne faccio niente. Martina evidentemente sì.


