VOLEVAMO LA MERITOCRAZIA? ECCO QUI.
Nel Paese che della cultura ha fatto sempre un vanto (a ragione) chi trionfa è invece qualcuno che arriva da altri dove. Il Paese in questione è il nostro, l’Italia. Coloro che hanno trionfato, invece, sono personaggi stranieri, che scelti da una apposita Commissione, hanno preso la guida di 7 Musei di casa nostra. Qualcuno potrebbe dire che 7 musei su 20 non rappresentano poi così un successo. Certo, nulla da dire. Ma il punto è che io sinceramente (sempre mio modesto parere) non sono poi cosi convinta che non ci fossero 20 professionisti italiani in grado di prendere in mano la situazione, in tutti i sensi. E’ anche vero che tutto non si può avere. E che la valutazione dei meriti (sperando sia stata fatta – scusate ma non sono così ottimista in merito - ) parrebbe essere anche soggettiva. Dando per scontato che di fronte ai giudicanti sedessero persone valide, anzi, validissime, come valutare davvero il migliore o i migliori? Magari per me è più bravo il primo, per te il secondo, per Tizio il terzo e per Caio il quarto o perché no, il ventesimo.
Tant’è che il mondo politico è in subbuglio (e quando mai non lo è?).
Il quesito più stringente resta per tutti, politici e mortali, il seguente: cosa è davvero la meritocrazia? Siamo noi che vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca o avvertiamo che qualcosa che non quadra c’è sempre? Occorre mettere dei paletti nella gestione degli incarichi o di per sé il significato reale di meritocrazia fa a botte e cozza totalmente con paletti, limiti e affini? E’ colpa dell’Italia che da sempre (e questo non possiamo negarlo) è esterofila, o è colpa nostra che siamo meno bravi? Che magari studiamo con minore impegno? O ancora: forse è colpa delle nostre Istituzioni che non sanno essere competitive come quelle di altri Paesi?
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Sapete che vi dico? Lo ammetto, non lo so. Sto riflettendo ad alta voce, o meglio, scrivendo a ruota libera: una sorta di stream of consciousness. Ho bisogno di rifletterci un attimo.
Forse non mi esprimo appieno perché so di essere influenzata negativamente dall’uso effettivo della meritocrazia in Italia. Io sinceramente non ci credo più. Spero di sbagliarmi, ovviamente, ma in fondo in fondo credo che il “magna-magna” tipico del Bel Paese sia profondamente radicato e difficile da smantellare.
Se avete voglia di rispondere ecco qui, riassunte, le opzioni-perplessità di cui sopra:
1. Siamo noi che vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca?
2. Avvertiamo che qualcosa che non quadra c’è sempre?
3. Occorre mettere dei paletti nella gestione degli incarichi?
4. Di per sé il significato reale di meritocrazia fa a botte e cozza totalmente con paletti, limiti e affini?
5. L’Italia è esterofila?
6. E’ colpa nostra che siamo meno bravi degli altri?
7. E’ colpa delle nostre Istituzioni che non sanno essere competitive come quelle di altri Paesi?
(Basta rispondere 1-2-3-4-5-6-7)
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(Se l’argomento museale non vi scalda eccessivamente, saltando dal sacro al profano, possiamo tenere a mente anche l’altro punto di queste giornate di fine agosto 2015. Un altro punto, di altro genere, che però riporta sempre alla tanto ricercata e sognata MERITOCRAZIA. L’avrete sentito sicuramente: Aurora, la figlia di Michelle Hunziker e Eros Ramazzotti, a soli 18 anni e soprattutto senza gavetta condurrà quest’anno un programma targato Sky).
Nonostante tutto… guardiamo avanti. Domani tornerà il sole.
L’ho sentito poco fa al meteo.




