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La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


MALPENSANTE O REALISTA?

Pubblicato da Manuela Donghi su 17 Febbraio 2015, 09:44am

MALPENSANTE O REALISTA?

Si fa un gran parlare delle minacce dell’Isis all’Italia quando dovremmo già essere nella fase dell’azione, quella più spedita ed efficace. E invece bla bla bla e ancora bla. A che serve parlare quando un pericolo è già incombente? E soprattutto quando questo stesso pericolo avrebbe potuto essere previsto?

Il premier Renzi dice che la lotta all’Isis è la priorità: dichiarazione che merita un applauso? Ma dai!

Non solo dopo gli attacchi a Parigi preme sottolineare che il campanello d’allarme si è fatto sempre più pressante, ma addirittura oserei dire che la paura avrebbe già dovuto essere ben chiara da molto prima.

Da quando il mondo è stato sconvolto dagli attentati alle Torri Gemelle di New York, tutti noi ci siamo tristemente abituati a sentir parlare di terrorismo, prima con Al Quaeda e Bin Laden, ora con lo Stato Islamico, l’Isis. Ma ciò non significa che dobbiamo far finta di nulla o che questo non sia un grosso problema. Tanto per non esagerare con le espressioni.

Sembra però che questa Isis venga quasi sottovalutata. Come se fosse qualcosa di lontano, un’entità indistinta (e per certi versi lo è anche), ma non per questo possiamo ignorare che esista. Non siamo in un film, non siamo in una fiction, anche se talvolta potrebbe sembrare. Quello che vedo è pari a ciò che gli sceneggiatori di film horror rappresentano sulle loro pellicole, che io amo tanto (il genere). Ma qui siamo nel mondo reale: questa è davvero la realtà.

Ovviamente il mondo politico si sta scapicollando per cercare di trovare una soluzione quanto più immediata, lo stesso mondo politico (con conseguenze dirette sull’opinione pubblica) che fino a poco tempo fa puntava il dito contro coloro che urlavano all’Italia di avere paura. Questi non erano semplicemente considerati sensati o lungimiranti, ma menagrami e colpevoli di fare terrorismo psicologico. Peccato che qui si parli di terrorismo vero, quindi, anche se fosse, ben venga quello psicologico. Non è corretto dire che “prevenire è meglio che curare”? Non sarebbe meglio essere più allarmisti che cauti, quando si devono affrontare cose enormi come minacce da parte di personaggi non tanto identificati? Per me sì, non c’è nemmeno da discutere. Sinceramente preferisco chi mi intima di stare sull’attenti guardandomi intorno una volta in più a chi invece mi chiede di stare tranquilla e di non lasciarmi sopraffare dalla paura. Per poi magari dire: “Caspita, dovevo pensarci prima!”. Anche perché, se dobbiamo dirla tutta, io paura ce l’ho già. Ho paura ogni volta che ci penso.

Ma evidentemente anche stavolta il tempo prezioso lascia spazio alle polemiche. E si perdono attimi, minuti, ore, giorni, a cercare di capire chi ha sbagliato a fare cosa; si aprono parentesi dove sottolineare quanto questo o quello sia stato bravo, ci si dimentica che ogni cosa è conseguenza di decisioni sbagliate prese in passato.

Tutti in questo momento sembrerebbero esperti di Isis. E allora perché non intervenire, se si conosce così bene la materia?

Se è vero che a parlare di guerra si fa sempre in tempo, e che una guerra significa tanto, troppo, in termini di dolore, sofferenza, morte, denaro, è anche vero che non è possibile nemmeno parlare di dialogo o di mediazione. I metodi di queste persone sono impossibili da anticipare, basti pensare agli attacchi recenti. Solo con l’allarme jihad abbiamo scoperto dell’alto numero di foreign fighters presenti nel nostro Paese, come possiamo pensare quindi che altri terroristi non possano arrivare qui da noi in qualsiasi modo? Che non si annidino in ogni dove?

Ieri anche i servizi segreti hanno ammesso che “esponenti dell’Isis” possono nascondersi e camuffarsi tra i migranti che arrivano sulle nostre coste. Meno male l’hanno detto loro: cominciavo a credere di essere malpensante e un tantino esagerata. E magari anche razzista.

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D
Purtroppo qui ci vorrebbe una Europa meno virtuale e più coesa di quella attuale.Tralascio che prima di arrivare a certe conclusioni,bisognerebbe chiedersi chi l'ha creato l'isis, ma si potrebbe arrivare a risposte imbarazzanti e un po' contrastanti con la propaganda.<br /> Siamo in ogni caso certi della spietatezza di questi estremisti,vedasi decapitazioni e,tanto per seguire un ordine cronologico,la brutale esecuzione del pilota giordano,arso vivo chiuso in una gabbia.<br /> I soliti benpensanti,o i storicamente informati,potrebbero ribattere,che una volta,era la santa inquisizione che bruciava vivi gli eretici o dissidenti,vedasi Giordano Bruno,arso vivo a Campo dei fiori in Roma, nel lontano 1600.<br /> Tutto è storia,ma ogni storia ha il suo tempo,e soprattutto qualcosa dovrebbe insegnare.
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