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La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


#charlieHebdo, SAREMO TUTTI APOLIDI

Pubblicato da Manuela Donghi su 8 Gennaio 2015, 14:16pm

#charlieHebdo, SAREMO TUTTI APOLIDI

Si potrebbe fare la premessa che in generale si tende a sottovalutare un problema fino a quando lo stesso non si concretizza con conseguenze tragiche, ma non mi concentrerò su questo, per non strumentalizzare una questione che tocca gli animi. Non è possibile cercare di capire cosa bisognerebbe fare immediatamente, certo è che anche se ormai il terrorismo lo mettiamo tutti tristemente in conto (diciamo così), occorre agire in fretta.

Tante le reazioni il giorno dopo l’attentato al settimanale Charlie Hebdo. “E’ una sorta di 11 settembre europeo. Il non interventismo non aiuta”, ne è convinto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. “Bisogna intervenire con forza contro lo Stato Islamico gestito da terroristi che massacra e sequestra le donne e ammazza quelli che non condividono la stessa impostazione”, dice. E pensare che c’era chi aveva perfino azzardato a un dialogo con l’Isis. Avevo provato a cercare il numero di un ufficio stampa ma senza successo, forse qualcuno ha un indirizzo e-mail?

E’ una causa-effetto di sbagli del passato per Fabrizio Cicchitto, Nuovo Centrodestra, che parla di una catena di errori come l’eliminazione di Gheddafi in Libia, o gli interventi in Iraq da parte degli Stati Uniti. “L’Italia ha un livello di rischio minore rispetto alla Francia, ma siamo sul terreno della imprevedibilità totale”, avverte. Sì, in effetti non ho trovato nemmeno un elenco di programmazione di attentati: esiste una scaletta?

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini parla di un problema culturale. “E’ chiaro che non tutti gli immigrati sono delinquenti, ma non bisogna più retrocedere: io cerco di prevenire senza essere etichettato di islamofobia”, ha detto. Oh! La parolina magica: PREVENZIONE. Non solo per problematiche così gravi come questa, ma in generale nella Vita. Suvvia, non ci hanno mica insegnato che “prevenire è meglio che curare?”

Giovanni Toti, Forza Italia, invita invece il Governo a una riflessione sulle politiche di immigrazione: “Stiamo accogliendo centinaia di migliaia di stranieri senza alcun censimento. Un multiculturalismo buonista non ha portato a grandi risultati alla nostra Europa". Ah, ecco qui! La parola fatidica: BUONISMO! Che se rimanesse solo una parola scritta nel vocabolario italiano non arrecherebbe alcun danno alla società. Peccato che non sia solo una parola, ma un atteggiamento quasi cronico e spontaneo.

L'Aula della Camera oggi ha osservato un minuto di silenzio per le vittime di Parigi. Il presidente di Montecitorio Laura Boldrini ha parlato di “violenza cieca e sterile che va in tutti i modi condannata". Bene, e meno male! Ma: in quali modi? Essere solidali è assolutamente giusto e occorre esprimere sentimenti di questo tipo costantemente, ma dato per assodato che la solidarietà ci sia per forza di cose (ma di cosa stiamo parlando?), come agire? Quali perlomeno le prime mosse?

Ergo io aggiungo.

Se non si fa qualcosa subito e nel vero senso della parola, senza aver paura di offendere la sensibilità di qualcuno, si rischia ancora una volta di non vedere, e di capire solo quando sarà troppo tardi.

Finiremo per sentirci (ed essere) tutti apolidi.

#charlieHebdo, SAREMO TUTTI APOLIDI
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C
Per me bisogna agire imparando qualcosa dalla storia passata, che tra l altro non e neanche il mio forte come materia. Ma la parola terrorismo mi ricorda ad esempio gli anni 70 in italia. Analogie si o no qualcosa allora successe....ciao.
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