Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

panepolitica.overblog.com

panepolitica.overblog.com

La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


IL DISAGIO NON STA NELL’ATTO IN SE’: STA NELLA MENTALITA’

Pubblicato da Manuela Donghi su 20 Novembre 2013, 17:22pm

IL DISAGIO NON STA NELL’ATTO IN SE’: STA NELLA MENTALITA’

E’ demagogico che un politico possa dire “con l’emergenza in Sardegna si perdono ore e ore a parlare della Cancellieri”? Forse sì, ma in ogni caso non posso dissentire. Perché, da una parte, pur essendo due sciagure, gli avvenimenti non possono nemmeno lontanamente essere messi l’uno accanto all’altro. In Sardegna 16 vite sono state spezzate, per il Governo stiamo qui a discutere se il ministro debba o no perdere la poltrona (una poltrona che al momento, guarda un po’, è ancora sua). Dall’altra parte, invece, credo che non si dovrebbe nemmeno discutere delle dimissioni della Cancellieri, perché lei avrebbe già dovuto andarsene. E accollarsi il ruolo di capro espiatorio, ruolo alquanto crudele ma ahimè, da mettere in conto quando si decide di assumere un incarico pubblico. Silvio Berlusconi, tanto per citarne uno a caso, non lo è? Bene. Direi di sì, ed è giusto che lo sia, come è giusto che lo sia il Guardasigilli.

Credo che sulla vicenda non sia corretto interrogarsi sulla buona o mala fede del ministro. Anche ammesso di dare per scontato che il gesto, quello delle telefonate, sia stato fatto con una finalità umanitaria, sono altre le preoccupazioni che devono farci riflettere, e che sono ben più radicate. Sì, perché sono radicate nel tessuto sociale. Il disagio della questione, infatti, non è tanto legato all’atto in se’ della Cancellieri. Il disagio è legato al concetto dell’utilizzo sociale del potere o presunto tale. Perché in Italia esistono persone che hanno un canale privilegiato che permette loro di parlare direttamente con un Ministro della Repubblica. Di conseguenza, il disagio, anzi, la mortificazione è per coloro che non possono nemmeno lontanamente pensarci. Il disagio è pensare che in Italia, per snellire la burocrazia e garantirsi un posto certo per una visita in ospedale, “sarebbe consigliato” avere canali privilegiati, ergo conoscenze. Il disagio è pensare che non dobbiamo impegnarci più di tanto in una cosa perché “tanto conosciamo tizio, caio e sempronio che ci possono dare una mano”. Un privilegio per pochi ma non da poco, che di fatto spazza via qualsiasi speranza di poter vincere. Il disagio è radicato in quella che tutti chiamano “la mentalità”. Come potevamo pensare che il ministro si dimettesse? Come potevamo pensare che in Parlamento appoggiassero la mozione di sfiducia? I ragionamenti basici del nostro modo di fare sono esponenzialmente amplificati là dove ci sono potere e successo. E dove ci sono potere e successo ogni lasciata è persa, e soprattutto in politica crea un precedente.

Credo che di conclusioni non ve ne siano. Solamente, di questo passo, salveremo sempre più o meno tutti. Di questo passo ci sarà sempre un cavillo che ci farà dire: “ma in fondo non è successo nulla”. Attenzione però, ancor di più noi cittadini avremo un’arma: quella del “tanto lo fanno tutti”. Che poi sia perdente poco conta.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
F
Ma noi cittadini, del resto, cosa possiamo fare???
Rispondi
T
Non cambierà mai niente!!!
Rispondi

Archivi blog

Social networks

Post recenti