Nessun soggetto iscritto nel registro degli indagati: per la procura di Torino il fascicolo sul caso Cancellieri-Ligresti deve essere trasferito a Roma, perché territorialmente competente. Per ora, dunque, almeno formalmente, il Ministro della Giustizia, non è accusato. Ovviamente l’attesa era alta per la decisione dei pm sul futuro della Cancellieri, perché, se l’indagine fosse partita, le carte si sarebbero rimescolate in un batter d’occhio. Persino il Premier Letta, che ha ribadito che il Governo intende rinnovare la fiducia al Guardasigilli, aveva tenuto a precisare che, qualora fosse stata indagata, la Cancellieri avrebbe dovuto lasciare la sua poltrona (sembra quasi il minimo). A questo punto è una bella gatta da pelare per il povero Presidente del Consiglio, che, da una parte continua a ribadire che l’Italia rinascerà economicamente nel 2014 e snocciola dati sull’operato del suo (quasi s-fortunato Esecutivo), ma che dall’altra deve prima risolvere queste-amare-questioni-interne, se non vuole che addirittura lo scheletro governativo vada in polvere. Sul tavolo dunque, è vero, ci sono le dimissioni di Anna Maria Cancellieri prima del voto di sfiducia di giovedì, ma non solo. I partiti si dividono. Nel Partito democratico cresce la fronda di chi crede che la Cancellieri debba farsi da parte. Critici soprattutto Matteo Renzi, per il quale le dimissioni devono arrivare senza se e senza ma, e il viceministro all’Economia Stefano Fassina, convinto che il rapporto con il ministro si sia ormai incrinato. Senza contare Pippo Civati che presenterà una mozione di sfiducia. Più cauto il segretario Guglielmo Epifani, che sarebbe alla ricerca di una mediazione per non indebolire il Governo (non è già debole?).
E dall’altra parte? Il centrodestra, alla ricerca di una sua precisa identità, a dir la verità, difende invece compatto il ministro. Ma per non saper ne’ leggere ne’ scrivere il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta lancia la palla al Premier: "Letta, deve decidere: o assume l`intero onere della difesa della Cancellieri o sceglie di mollarla al suo destino. Nel secondo caso condannerebbe l`Italia a tornare indietro di 22 anni.” Facile a dirsi, meno facile, forse, a farsi.
Chi non si esprime e lascia un alone di mistero è invece l’ex Premier Mario Monti che sibillino precisa (è quasi un ossimoro, lo so, ma non è tutto una grande contraddizione?): “Trovo inopportune le telefonate del ministro. Per il resto, ci sarà voto palese, quindi saprete come ciascuno votera'".
E la diretta interessata? Anna Maria Cancellieri?
Beh, lei si difende, cos’altro dovrebbe e potrebbe fare? Il Ministro parla di un reato che non esiste e minaccia dimissioni “solo” per la confusione che si è creata.................



