In questi giorni siamo tutti concentrati sul processo Ruby, imputato Silvio Berlusconi, che per carità, è giusto venga processato, ancor di più se è presunto responsabile di un reato come quello ci induzione alla prostituzione (minorile), quindi nessuno discute su questo. Ma mentre ci accaniamo e cerchiamo di raccogliere le notizie più croccanti sui festini della villa brianzola di Arcore o della residenza romana di Palazzo Grazioli, ci sfuggono altri procedimenti penali e soprattutto altre sentenze che, sinceramente, fanno rabbrividire. E che riguardano tutti noi in maniera più “solida”. Quali? Andrò al dunque. Le attenuanti concesse al rom Remi Nikolic, che nel gennaio 2012 a Milano aveva rubato un'auto e, cosa ben più grave, ucciso un vigile, Niccolò Savarino: per il giovane, la sentenza è 15 anni di galera perché, e questa è la motivazione: “si tiene conto che arrivava da un ambiente difficile caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento'' e dalla ''totale assenza di scolarizzazione''. E ancora, 17 anni ad un marocchino che aveva assassinato a coltellate la fidanzata per poi buttarla nell'immondizia. Non so a voi, ma a me la prima motivazione, che funge poi da attenuante, fa accapponare la pelle. Non riesco proprio ad accettarla. Tanto per riassumere: il massimo della pena per un minore (Nikolic all’epoca dei fatti era minorenne) è praticamente di 26 anni, pena richiesta dal pm. Ma non è andata proprio così. Remi Nikolic, che oltretutto al momento dell’arresto aveva fornito generalità false agli agenti, dicendo di chiamarsi Goico Jovanovic e di avere 24 anni, resterà in prigione solo 15 anni, che poi tra buona condotta, indulto e via dicendo si ridurranno ancor di più. Perchè non si è tenuto conto, ad esempio, che ci sia stata 'freddezza mostrata immediatamente dopo aver commesso il reato, la fuga, le reticenze e le mendacità''? E allora di che cosa stiamo parlando? Di una giustizia giusta o di qualcosa che è arrugginito alle basi? Dobbiamo temere (per non dire essere sicuri) che anche il pluri-omicida Mada Kabobo sconterà solo una manciata di anni di carcere perché, poverino, ha avuto un raptus, o peggio ancora, era in balìa di un mondo che non conosceva (il nostro che lo ha comunque accolto), o perché aveva fame? Sì, e quindi conta di più la sua fame rispetto a quella dei nostri imprenditori che si ammazzano per la disperazione? O ancora dobbiamo ormai rassegnarci all'idea che i tanti uomini che uccidono le loro compagne, o quelli che stuprano le donne per strada, magari anche nel pomeriggio, alla luce del sole, siano "costretti" solo agli arresti domiciliari o a qualche anno perchè, sempre poveretti loro, hanno problemi mentali? No, io non ci sto.
Riflettiamo su tutto. Sull’accanimento su altre questioni che sinceramente, chi se ne frega! E sul perché realmente abbiamo perso la fiducia. Non credo sia solo per lo stipendio dei parlamentari o per le leggi più o meno ad personam che escono dai Palazzi. La fiducia l’abbiamo persa e la perdiamo ogni giorno di più perché ci sentiamo umiliati. Da una giustizia pratica, etica e morale che di noi non si importa. O perlomeno non a sufficienza.