C’è chi difende la scelta dei senatori grillini che hanno votato Pietro Grasso, c’è chi urla al tradimento. E c’è persino chi invoca l’espulsione di Vito Crimi, il portavoce che ha lottato fino all’ultimo per tenere compatto il gruppo. Ma ormai poco importa, con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Si ode solo un urlo, quello del leader del Movimento 5 Stelle, lui, il comico genovese: "Chi ha tradito verrà cacciato". Ma cosa si aspettava? Davvero che il primo giorno di scuola sarebbe stato uguale a tutti gli altri? Se il Parlamento non è certo fatto, né lo deve essere, di ladri e ruberie, non è nemmeno un gioco, e soprattutto, per buona legge della convivenza civile, non può rimanere chiuso nelle sue uniche sbarrate regole. Mi spiego meglio? Se io a casa mia, come tu a casa tua, come lui o lei a casa loro, ho un mio regolamento fatto di piccole cose quotidiane, è lecito e perfetto. Nessuno potrà mai dirmi nulla. Ma se io ad un certo punto decido di voler passare del tempo in una casa “comune” con altre persone, non posso pretendere che le mie personali regole siano e rimangano intonse. Ossia. Porterò quel mio regolamento di base, che comunque cercherò di rispettare, ma che dovrà essere associato anche agli altri. La parola compromesso dice nulla? Venirsi incontro? E questo perché? Per andare d’accordo, per non scannarsi, per camminare insieme fianco a fianco senza ripercussioni alterate o deformate, Per vivere insomma, civilmente. E già non è poco. Se ci mettiamo che in Parlamento si prendono le decisioni per un Paese intero, beh, questa premessa è esaltata all’ennesima potenza. Altro che! E con quello che è successo all’elezione del Presidente del Senato, non parlerei di tradimento. I parlamentari grillini avrebbero tradito se non avessero votato (come il loro regolamento avrebbe voluto), e in questo caso il tradimento sarebbe stato di gran lunga superiore, perché avrebbero tradito gli italiani, tutti noi. Avrebbero rallentato i processi fin dal loro nascere, in un momento in cui serve anzi un’accelerazione, in un momento in cui le scaramucce devono rimanere a casa propria, in un momento in cui l’orgoglio, di qualunque tipo esso sia, deve essere sconosciuto a tutti. Perché già è molto probabile che in questo modo non si vada da nessuna parte. Ma se scattassero anche i meccanismi appena citati, le conseguenze sarebbero gravissime. E allora sì che bisognerebbe fare i conti sul serio. Dunque il primo round Bersani-Grillo è andato al Partito Democratico. Della serie, tra il dire e il fare…