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La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


RESPONSABILE E' CHI RESPONSABILE FA - con video allegato -

Pubblicato da Manuela Donghi su 12 Marzo 2013, 17:11pm

RESPONSABILE E' CHI RESPONSABILE FA - con video allegato -

Cos’è la responsabilità politica? Un concetto che ci sentiamo ripetere molto in questo periodo, ma che come tutti i concetti astratti diventa anche facilmente opinabile. Quello che per me significa responsabilità non lo è per un altro. Per me è responsabile cercare di mettere da parte i soldi per sperare in un futuro più roseo? Per il mio vicino di casa, magari, è responsabile invece pensare di far fronte alle necessità giorno per giorno. E quale avvocato può decidere chi dice bene o chi dice male? Nessuno, perché una risposta giusta non esiste. E il discorso vale anche in politica. Per Pier Luigi Bersani la responsabilità è ora trovare un accordo con il Parlamento per riuscire a governare; per il Pdl, Berlusconi, Alfano e gli altri significa invece raggiungere un accordo anche con il centrosinistra, per Grillo e il suo Movimento a 5 Stelle equivale a mandare a casa tutti quanti (un “extra omnes” istituzionale, praticamente), per cambiare finalmente faccia alla politica. Insomma, anche ammesso che sia chiaro e scontato che i nostri Amministratori siano responsabili, non è detto però che poi, tradotto in pratica, il concetto abbia effetti positivi. Ma per un’unica ragione: che il senso è relativo! La responsabilità politica, però, è anche un concetto giuridico e filosofico in base al quale si determina se un soggetto operante nello Stato ed investito di una carica debba o meno rispondere (ed eventualmente a chi) delle scelte politiche compiute. Indirettamente ho parlato di questo con l’On Emilia De Biasi del Partito Democratico, intervenuta questa mattina in Primo Tempo News, nella rubrica Voce Pubblica (questo punto esattamente al minuto 4 del link sotto). La De Biasi ha fondamentalmente posto sul tavolo un assunto fondamentale: quello della necessità, soprattutto nella cosa pubblica, di non anticipare i tempi, di andare avanti passo dopo passo. Pensare a quello che potrebbe succedere poi e ancora poi, è come dare per scontato già in partenza che la strada che si sta percorrendo non sia troppo efficace. In effetti sarebbe come ammettere di andare a tentoni. E non è così, vero?

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G
La responsabilità è certamente un concetto astratto che può essere inteso in vari modi,sotto diverse angolazioni e diversi profili.<br /> Essere resposabili,in ogni caso,vuol dire rispondere delle proprie azioni o delle azioni altrui;essa ha il fondamentale presupposto della consapevolezza.<br /> La responsabilità politica non si sottrae a tale significato.<br /> Ma con un di più.La responsabilità politica è anche un limite,ha come unica misura negativa o sanzionatoria la manifestazione di un apprezzamento negativo della &quot;Pubblica opinione&quot;.<br /> In altre parole può avere come conseguenza la perdita del consenso.<br /> In tal senso,stiamo assistendo ad un pervertimento della politica,diventata orami più un mestiere che un servizio,un sistema clientelare dove non c'è più spazio per ideali,tradizioni e difese di interessi collettivi,dove manca una visione della società e del bene comune.<br /> Una progressiva deresponsabilizzazione politica a vantaggio del malaffare.<br /> Bobbio sostaneva che &quot;per sapere dove andare occorre prima di tutto sapere chi siamo&quot;.<br /> I partiti hanno ormai del tutto smarrito i valori di riferimento,le proprie radici culturali,perdendosi di fatto in un tatticismo esasperato,sterile che li costringe ad andare avanti &quot;giorno dopo &quot;giorno&quot; e a praticare il &quot;poi si vedrà&quot;.<br /> Tuttavia la responsabilità,per certi versi politica anch'essa,è da ascrivere a noi cittadini.<br /> Tocca a noi,elettori e pubblica opinione,esercitare la fatica della coscienza e della consapevolezza,dunque della responsabilità attraverso una richiesta forte ai partiti di tornare ad una politica vera,onesta,rispettosa della legalità e della Costituzione e che sappia ridare un sogno alle persone e che abbia una visione della società.<br /> La conseguenza della politica del &quot;passo dopo passo&quot;è l'affermazione di movimenti plebiscitari che costituiscono,a mio giudizio,un salto nel buio.
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M
Secondo me è proprio così: si va a tentoni. Anzi, un cieco guidato da un cane ha più certezze della via da percorrere rispetto alla politica italiana. Dopo queste elezioni, pochi hanno saputo fare realmente autocritica - anzi, la più pleonastica è uscita da chi è stato tagliato fuori del tutto o in gran parte da camera &amp; senato - e piuttosto che porsi serie domande sul perché e percome le cose siano andato in un determinato modo - e quindi imbastire un training autogeno di partito - ci si accapiglia su chi sia il proprietario di camera e senato, in un consueto e logor(ric)o gioco di rinfacciamenti, offerte e prese di posizione. In tutto questo il popolo è vittima e carnefice: vittima di un sistema che NON ha la reale cognizione di come il ceto (soprav)viva a questa sarabanda mercantile e carnefice nel continuare ingenuamente a scegliersi il proprio tiranno/regime (questa è in soldoni la democrazia). Si riassume in un detto: essere tra l'incudine ed il martello.<br /> La fretta c'è, perché il passo per passo è quello di un sasso, perché una gran fetta d'elettorato vota non il meglio, bensì il meno peggio (e quindi la fiducia di partenza è già di per sé scarsa e tutt'altro che facile da fidelizzare). A parte ovviamente i lavaggi di cervello che può mettere in atto chi possiede editoria e tv.
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