La fine anticipata della legislatura fa saltare un provvedimento tanto atteso quanto ostacolato. Il decreto sul riordino delle province non sarà convertito in legge. Troppi gli emendamenti presentati dai vari gruppi Parlamentari.
Senza essere riuscita a ultimare tutti gli step della mia indagine sulle Province, mi appresto, per ora, a pubblicare quello che ho considerato il passaggio numero 5. Protagonista non è un politico, ma un cittadino, uno di “noi”, un lavoratore che protesta per i suoi diritti. Si chiama Federico Beretta, delegato della RSU-FIOM della ex Carlo Beretta di Agrate Brianza.
Sono numerose e note le proteste dei lavoratori dell'ex trafileria, chiusa da quasi quattro anni. Proteste per chiedere puntualità nel pagamento delle indennità e il saldo dei ritardi accumulati. Sono una trentina gli ex lavoratori che usufruiscono dell'ultimo spezzone della cassa integrazione in deroga. Poi, di ammortizzatori sociali non ce ne saranno più.
Per loro alla difficoltà di arrivare a fine mese si aggiunge dunque la prospettiva della disoccupazione a partire dal primo gennaio 2013. I sindacati hanno sollecitato continuamente la Provincia affinchè potesse dare maggiore impulso al canale della ricollocazione, come previsto nell'accordo siglato tra le parti.
Perché ho parlato con Federico? Perché lui stesso ha lanciato un appello al Governo per dissuaderlo dall’eliminare la Provincia di Monza e Brianza. Che, a suo dire, come Istituzione e attraverso i Parlamentari del territorio, è sempre stata presente e vicina alla causa.
Ero indecisa se pubblicare o meno questo passaggio della mia indagine, ma poi mi sono detta due cose: che Federico è un simbolo della situazione che molti di noi stanno vivendo e un esempio per i lavoratori che sperimentano la precarietà sulla loro pelle. E poi, la cosa essenziale è che questo post, magari non più sul pezzo, tanto per usare un gergo giornalistico, mi serve per confermare la veridicità di tutte le mie premesse. Quali? Che è necessario un dialogo tra cittadini e politica, una connessione reale tra la vita sugli scranni del Parlamento e quella “sulla strada”.
Non è vero che la politica non fa nulla per i cittadini, e non è vero che i cittadini non credono o non vogliono la politica. Basta solo avere buon senso, e come i cittadini si dividono tra chi ne ha e chi non ne ha, anche la politica è fatta di uomini o mezzi-uomini. Qui, è doverosa una stretta di mano.
(in fondo al post il link per seguire l'intervista)
NON POTEVO NON FARLO
Ora che la mia indagine è momentaneamente terminata, non potevo non strappare un commento al Presidente della Provincia di Monza e Brianza, Dario Allevi, che, insieme a tanti altri amministratori locali si è battuto fin dall’inizio per far capire che sarebbe stato un grosso errore eliminare alcune Province. E mi ha aiutata a comprendere in questo ultimo mese alcuni passaggi che ignoravo.
Oggi l’ho raggiunto telefonicamente e la mia prima domanda è stata: “La considera una vittoria, questa? La Provincia di Monza e Brianza rimarrà. Almeno per ora.”
Abbiamo evitato un disastro annunciato. Con un po’ di fortuna abbiamo vinto questa battaglia. Sarebbe servita una Riforma seria dello Stato, questa non lo era. L’ho sempre considerato un provvedimento fatto in modo superficiale, senza alcuna distinzione tra Provincia e Provincia. Le realtà non sono tutte uguali ma in Italia c’è questo problema: che non sappiamo fare dei distinguo. E così facendo abbiamo perso l’occasione di arrivare ad un riordino serio. Esistono dei numeri che dimostrano chi è virtuoso e chi non lo è. Monza ha 850.000 abitanti, 90.000 imprese, e potrei continuare…
Però qualche taglio andava fatto, mica solo alle pensioni dei cittadini…
Ovviamente sì. Le dico cosa avrei tagliato io? Il numero dei Parlamentari, troppo elevato rispetto agli standard europei, oppure avrei agito sulle Regioni o sui Comuni….. ce ne sono alcuni grandi come un condominio di Monza! Il fatto è che per ottenere qualcosa di serio, si sarebbe dovuta fare una Riforma Costituzionale, invece si è preferita una scorciatoia.
E adesso?
Adesso ci hanno messi nel caos! Adesso bisogna correggere i pasticci. I Parlamentari sono già al lavoro per la presentazione di emendamenti che mettano le toppe ai cambiamenti apportati. Facciano quello che vogliono, ma ci ridiano le nostre funzioni e tutte le risorse che ci hanno tolto! Mi faccia solo aggiungere una cosa. E’ buffo come il Ministro Patroni Griffi abbia dichiarato che è colpa del Popolo della Libertà se il provvedimento è stato affossato… Il mio Partito non ha fatto altro che avanzare la pregiudiziale di Incostituzionalità. Forse il Ministro si è spaventato!
Coda di paglia?
Beh, forse sapeva che quello fatto non era completamente … corretto.
Prima di salutarla vorrei sapere come vede la situazione politica nazionale. Berlusconi che sta facendo? Si decide?
Io eviterei di giungere a conclusioni fino a che non vedrò le carte sul tavolo. Ci sono troppi dubbi e incertezze.
Ma almeno mi dice cosa si augura?
Che se ne arrivi ad una prima possibile! I tempi strettissimi mi spaventano. Non stiamo dando una bella prova di noi stessi e questo non aiuta. E la cosa più grave è che non possiamo dare risposte ai cittadini: non è accettabile.
/http%3A%2F%2Fi1.ytimg.com%2Fvi%2Fh-q3f9SCKn0%2Fhqdefault.jpg)
DL PROVINCE - L'APPELLO DEI CITTADINI
Step numero 5 dell'indagine sul Decreto Legge sul Riordino delle Province della giornalista Manuela Donghi. Protagonista non è un politico, ma un cittadino, un lavoratore che protesta per i suoi ...
L'intervista con Federico Beretta (RSU-FIOM)
