Si deve già cominciare con gli errata corrige rispetto al programma di Governo presentato solo ieri da Enrico Letta. Sì, perché in casi come questi, servirebbero ancora i dattilografi, quelli che simultaneamente provvedevano a scrivere ciò che veniva detto soprattutto da grandi personalità.
Così Enrico Letta sull’IMU: “Bisogna superare l’attuale sistema di tassazione della prima casa, con lo stop della rata di giugno per ridare tempo a Governo e Parlamento di elaborare una riforma.” A me non sembra mica equivalente ad una ABOLIZIONE, come invece sta circolando. Letta non ci ha mica detto che non pagheremo più l’imu. Probabilmente ci ha detto che, vista la necessità di rivedere l’imposta sulla nostra prima casa, esattamente come aveva detto Pier Luigi Bersani, la rata estiva, ormai imminente, viene congelata, in attesa di capirne di più.
Altro gap. I costi della politica e il finanziamento pubblico ai partiti. Il neo-Premier non ha mai detto che verrà abolito. Letta ha detto testuali parole: “Sui rimborsi elettorali ci sono leggi ipocrite, no rimborso ma finanziamento mascherato. Il sistema va rivoluzionato abolendo la legge e introducendo misure di controllo e sanzioni su gruppi parlamentari e regionali”. Dove abbiamo sentito che il finanziamento sarà abolito? Piuttosto sarà controllato, o almeno questo propone Letta. Con questi due esempi, direi si possono tirare alcune semplicissime conclusioni.
Anch’io avevo preso un granchio, mi sono fidata di canali cosiddetti autorevoli, che forse, come è giusto che sia, per dare incisività a proposte che tutto sommato ci aspettavamo e non sono eclatanti (non potrebbero esserlo in un momento storico come questo), hanno caricato le notizie, che sono diventate proclami propagandistici e che per qualcuno forse hanno rasentato una certa follia dell’entusiasmo. Bene, oltre a ridimensionare l’imu e i rimborsi ai partiti, ridimensioniamoci noi. Non cediamo a facili boutade, anche perché in questo caso Enrico Letta e il suo Governo non c’entrano nulla, c’entra piuttosto chi scrive e divulga. Un po’ di attenzione. Per favore.