Vorrei analizzare i pro e i contro di un eventuale ritorno all’alleanza tra la Lega Nord e il PDL.
Bisogna subito fare una distinzione, perché non vale una sola e unica regola. Occorre distinguere cioè tra le elezioni regionali in Lombardia e quelle politiche.
Obiettivo della nuova Lega 2.0 è diventare il primo partito del Nord. Di conseguenza prendere il Governo delle principali Regioni. Veneto e Piemonte sono già amministrate da Presidenti del Carroccio (Zaia e Cota), quale ghiotta occasione potrebbe rappresentare la conquista della Lombardia? Potrebbe essere un primo passo verso la formazione della Macroregione.
Ormai è ufficiale, il Segretario Federale Roberto Maroni sarà il candidato, e con la sua lista cercherà di convincere gli elettori lombardi. Da solo ce la può fare? Numericamente parlando no. Per quanto l’ex Ministro dell’Interno sia tra i politici che, indipendentemente dall’appartenenza di Partito, raccoglie più consensi, forse, a livello regionale, in solitaria rischia di andare a sbattere. E questo, la base leghista, lo sa benissimo. E’ naturale gioire dei sondaggi che comunque danno il Movimento in crescita, ma per vincere servono ben altri numeri. E così, ecco la riflessione circa il dialogo con il PDL, soprattutto dopo che Berlusconi ha confermato di voler sostenere Maroni per la corsa alla poltrona della Lombardia.
Superficialmente, ma comunque anche in modo comprensibile, verrebbe da dire: “Ancora? La Lega ha rotto!”. Però, analizzando bene la questione, subito una prima diversità in quella che potrebbe sembrare la classica minestra riscaldata, è palese. Attraverso il sodalizio Lega-Pdl chi ci guadagnerebbe ora, non è Silvio Berlusconi, come in passato, ma Roberto Maroni e tutto il progetto del suo nuovo Nord. Sì, perché l’alleanza potrebbe garantire la vittoria del Leader di Via Bellerio. Forse la posta in gioco, in questo caso, è troppo alta. Ragioniamo. La Lega ha l’occasione di conquistare la Regione più importante, e decide di “usare” per questo il suo uomo più importante, l’uomo numero uno, colui che è riuscito a prendere il posto del Leader Maximo Umberto Bossi. E rischia di bruciarsi così? No, e non credo sia nemmeno utile. Certo, se l’alleanza venisse confermata, sarebbe un boccone indigesto da mandare giù per coloro che si oppongono. Anche all’interno del Movimento non c’è totale accordo su questo punto. Il PDL? No, no e ancora no. Ma non dimentichiamo che le strategie in politica significano tutto. E questo mi pare essere il classico cuore oltre l’ostacolo.
Qualche giorno fa, ho raccolto, in un contributo video, un paio di dichiarazioni dell’ On Paolo Grimoldi, al quale avevo chiesto di accennarmi qualcuno dei punti contenuti nel programma del Carroccio... (in coda al post trovate il link per seguire l'intervista)
... e oggi, per non sapere né leggere né scrivere ho analizzato la questione (con altri punti) anche con l’ On Nicola Molteni.
Onorevole Molteni, una sua analisi sulle carte da giocare per le elezioni regionali della Lombardia.
L'era di Roberto Formigoni come quella, su scala nazionale, di Silvio Berlusconi sono cessate.
Roberto Maroni, per capacità, esperienza e attitudine a gestire ruoli e compiti delicati, prima come ministro del lavoro poi come ministro dell'interno, è il miglior lombardo che possa governare la locomotiva del paese, ovvero la Lombardia.
Noi ci giochiamo la carta migliore.
Maroni da solo o con chi?
Maroni non correrà da solo, perche oggi, oltre alla Lega, a breve, verrà annunciata una lista civica che porterà il nome di Maroni Presidente. Questa lista sarà composta da soggetti della società civile lombarda che credono nel nostro progetto e individuano in Maroni il miglior possibile candidato per la Lombardia. Cittadini, imprenditori, rappresentanti delle categorie, professionisti etc etc, non necessariamente elettori leghisti, ma che in ugual modo credono nelle capacita e competenze del nostro Leader.
La nuova Lega Nord quindi è…..
La Lega partendo da Torino, con gli Stati generali dell’economia, passando da Milano con gli Stati generali delle professioni e a Brescia con gli Stati generali delle comunità, ha abbassato il ponte levatoio nel dialogo e nell' ascolto con la società lombarda.
PDL….. SI O NO?
Il rapporto col PDL......Oggi il PDL è imploso nelle sue divisioni e contraddizioni. Hanno sostenuto per 13 mesi il Governo Monti, il peggior Governo per il Nord, il Governo delle tasse e della recessione, hanno rinnegato totalmente il programma del 2008.
Qualsiasi soluzione di eventuale dialogo passerà dal Consiglio Federale della Lega.
Quello che posso dire io, e che all’interno del nostro Movimento pensiamo tutti, è che La Lega è forte, ci siamo ripresi dopo le pesanti inchieste di primavera, abbiamo fatto pulizia, ci siamo rinnovati, e ora vogliamo davvero diventare il Partito egemone al Nord.
Onorevole, l’ultima cosa. Lei sa che molto probabilmente il prossimo Governo sarà di centrosinistra, vero? Il suo commento.
Se mai avranno la maggioranza in entrambi i rami, credo che l’accoppiata Bersani-Vendola avrà vita breve. Sarà il Governo della patrimoniale, della cittadinanza facile e breve agli stranieri e delle tasse a chi produce, soprattutto al Nord. Se mai vinceranno, entro due anni, torneremo al voto!!!
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ON PAOLO GRIMOLDI (LEGA NORD) SU PROGRAMMA E ALLEANZE PER ELEZIONI LOMBARDIA E POLITICHE.mpg
L'On. Paolo Grimoldi (Lega Nord) risponde alle domande della giornalista Manuela Donghi a proposito di programmi e previsioni di alleanze del Carroccio in vista delle elezioni regionali in Lombardia
