A volte l’informazione toppa clamorosamente e prende per buone dichiarazioni fatte per far parlare. E come in una catena, tutti ci troviamo a discutere e disquisire di una cosa che poi alla fine non è completamente vera. Oggi vi parlo del fatto che ciascuno di noi da’ credito a Silvio Berlusconi più di quanto ci immaginiamo. Avete capito bene, inutile ridacchiare o inorridire, perché se ci pensate, tutti noi, almeno per un istante, abbiamo preso per buone le seguenti parole: “Alleanza con la Lega mai venuta meno” (Berlusconi dixit).
A Milano, però, nello stabile di Via Bellerio, Quartier generale del Carroccio, si mormora altro. Non è il dialogo con il Partito che manca, non è il PDL a costituire il problema, ma lui, Silvio Berlusconi.
Su questo la base leghista è d’accordo. I no più forti sono quelli che arrivano dal Veneto con il Governatore Luca Zaia e dalla Lombardia con il segretario nazionale Matteo Salvini.
Ho una mia visione di questa alleanza tra la Lega nord e il Pdl. E di seguito ecco la riflessione che vorrei mettere oggi per iscritto. Lunedì prossimo ci sarà il Consiglio Federale nel quale verranno sciolte le riserve intorno alla decisione sul sodalizio, che sarà formalizzata da Roberto Maroni.
Berlusconi dice agli amici Padani: “vi sostengo alle Regionali a patto che si sottoscriva l’alleanza a livello nazionale”, il Carroccio replica: “non si può riproporre Berlusconi come candidato Premier, il suo ritorno non aiuta di certo”.
Quindi se 2+2 ha sempre fatto 4, questo uno dei probabili epiloghi: Berlusconi, capendo di non essere favorito dai barbari sognanti, potrebbe decidere di fare un passo indietro, di mandare avanti il suo secondo, Angelino Alfano, e acchiapparsi così l’appoggio degli storici alleati. Ciapa su e porta a cà.