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La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


I MIEI GENITORI MI HANNO SEMPRE INSEGNATO CHE E’ PIU DIFFICILE DIRE NO CHE SI’

Pubblicato da Manuela Donghi su 8 Ottobre 2013, 17:36pm

I MIEI GENITORI MI HANNO SEMPRE INSEGNATO CHE E’ PIU DIFFICILE DIRE NO CHE SI’

Inevitabilmente la legge Bossi-Fini è diventata il pomo della discordia. Ci voleva proprio una tragedia come quella di Lampedusa per riaprire il dibattito sulle leggi sull’immigrazione che in Italia non sono solo carenti, semplicemente non esistono. Questa, appunto la legge Bossi-Fini risale al 2002, in modifica della Turco-Napolitano, che già mirava a scoraggiare l’immigrazione clandestina. L’immigrazione clandestina, è diventata reato. Forse fa paura o potrebbe risultare un po’ forte la parola reato, soprattutto quando può venire associata a persone che tentano di fuggire da una situazione terribile. E’ vero e ne do’ atto a chi la vede in questo modo. E do’ anche atto al fatto che bisogna rivedere il tutto. Ma non sono d’accordo quando si dice che il reato va eliminato. Perché essere clandestino, a conti fatti, è reato. Essere non-identificabile in un territorio straniero è rischioso per chi arriva e per chi ci vive. Stiamo assistendo via via ad una serie di sbarchi che non si contano più. Vogliamo essere un po’ cinici e dimenticare per un istante l’ultimo, quello costato la Vita a centinaia di persone? Contiamo anche tutti gli altri di stranieri, quelli che magari sono stati più fortunati e non sono affondati, o bruciati o morti di stenti. Ma poi? I centri di accoglienza esplodono e non serve aumentarne i posti, perché se questi Centri restano solo un luogo di identificazione senza avere un post, le persone che, ripeto, sono state più fortunate, non lo saranno dopo. Queste persone scappano (uno degli ultimi sbarchi ha visto la dispersione di molti immigrati); scappano per le condizioni alle quali sono sottoposte, scappano perché vogliono trovare qualcosa che permetta loro di vivere. E poi? Queste stesse persone restano solo delle pedine sulle nostre strade, senza un nome, senza un’identità, senza una dignità. E c’è un altro aspetto. Quando si affrontano questi discorsi, pare quasi che in Italia sarebbe più ben-accetto tagliare brutalmente dal nostro vocabolario la stessa parola REATO. Commetti un reato? Non sai più nemmeno se vai in carcere perché le carceri sono sovraffollate e quindi, il Presidente della Repubblica, propone l’indulto o l’amnistia. Perciò potenzialmente, chi intende sgarrare e non rispettare le leggi, sa che tanto, male che vada, avrà da scontare poco perché poi i nostri “amministratori” hanno deciso di “graziarlo”.

Non ne faccio una questione di colore o di provenienza o di razza, credetemi. Per questo ho esteso l’argomento anche ai nostri concittadini. Le regole sono le regole, per tutti. Quelle che esistono non ci stanno bene? Allora cerchiamo di cambiarle, ma non di CANCELLARLE, senza avere il piano B. Cambiarle, mutarle, trasformarle, evolverle in base al trascorrere del tempo e degli eventi, questo è giusto. Fermarsi e non riconoscere i cambiamenti sarebbe un errore madornale, ma non mi sento di accettare un vuoto normativo. O comunque non mi sento di accettare la mancanza di soluzioni che vengono mascherate e velate da sentenze e pareri. Non scopriamo l’acqua calda quando diciamo che le persone hanno dei diritti, non scopriamo l’acqua calda quando diciamo che sarebbe bello aiutare tutti, non scopriamo l’acqua calda quando diciamo che sarebbe prestigioso essere visti come un Paese che elargisce e riconosce diritti a persone che non ne hanno. Non scopriamo l’acqua calda quando diciamo che vogliamo essere utili. Ma siamo così sicuri che “l’essere” repressivi sia mancanza di civiltà? Per me, piuttosto, essere permissivi equivale a educare male.

Io non sono ancora mamma, ma i miei genitori mi hanno sempre insegnato una cosa: che è più difficile dire NO che SI’. Ma che a volte, non solo è necessario, ma fondamentale.

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F
condivido tutto anch' io. Entrare clandestinamente in uno Stato è un reato.
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S
Manu parole sante sono totalmente d'accordo con il tuo ragionamento ....no posso aggiungere nulla
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