Dopo la follia omicida di Mada Kabobo, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia apre ai militari.
Il Presidio del territorio passa attraverso l’aumento delle forze dell’ordine o la collaborazione dei cittadini? Forse da entrambi. Fatto sta che bisogna crederci. Certo è che, e per dovere di cronaca devo scriverlo, se accanto ad un corretto controllo (che magari va anche rivisto) ci fosse stata fin da subito la collaborazione dei cittadini, forse l'intervento delle forze dell'ordine immediato avrebbe aiutato. La prima telefonata è arrivata solo dopo 1 ora e mezza e la polizia dopo una manciata di minuti era sul posto. Il primo colpo di Mada Kabobo è stato inferto alle 5.40, peraltro non mortale a quanto ricordo. Facendo un rapidissimo calcolo, se qualcuno avesse chiamato l’attimo dopo, si ipotizza che alle 5.45 le forze dell’ordine avrebbero potuto agire. Almeno detto così, a posteriori e basandoci sulle supposizioni, che mi rendo conto, lasciano il tempo che trovano, purtroppo. Ma se è vero che con i se e con i ma non si costruisce niente e non si va da nessuna parte, è anche vero che l’esperienza insegna e siccome questo è stato un errore madornale, seppur commesso ingenuamente, la prossima volta dobbiamo evitarlo. Qualsiasi sentore va segnalato, qualsiasi sospetto deve farci drizzare l’ingegno, qualsiasi sensazione legata a situazioni non chiare può evitare tragedie come quella di Milano. Perché ora dobbiamo solo sperare che la giustizia faccia il suo corso e assicuri per bene un uomo che non ci ha pensato due volte prima di uccidere, ma anche se questo assassino prendesse (come ci auguriamo) il massimo della pena, chi ridarà la vita alle vittime e soprattutto ai familiari che un pezzetto di esistenza l’hanno persa insieme al piccone di Kabobo?
La vicenda deve essere condannata ma anche circoscritta. Pone un problema di sicurezza che, attenzione, non dobbiamo far sconfinare però nel razzismo, ma nemmeno nel buonismo. Sono due le distanze che occorre prendere, che, in ugual modo, possono diventare pericolose. Distanza da esternazioni come quelle fatte dal leghista Mario Borghezio, note, come è ovvio, perché è sulle dichiarazioni poco “oculate” che a volte l’informazione si concentra, ma anche su quelle che tendono a giustificare le categorie di persone dette “deboli”, come ad esempio gli immigrati. Sì, gli immigrati, che se rispettano le leggi, lavorano e diventano dei nostri, a volte rimangono comunque penalizzati dal loro essere di un altro Paese. Ma i clandestini che delinquono, beh, su questi io non mi sento di alzare nessuna bandiera bianca. Mai. E vorrei che si leggesse anche una dichiarazione fatta in aula ieri alla Camera dal deputato di Scelta Civica, Gian Luigi Gigli.
ON. GIAN LUIGI GIGLI: “Vorrei riferirmi anch'io al caso triste accaduto a Milano a causa di una reazione, sicuramente di natura psichiatrica, di un giovane immigrato di anni 21, probabilmente sballottato dalla vita, dalle durezze della vita, sulle nostre coste. Bene, mi dispiace smentire l'onorevole Fedriga, ma quella persona era a passeggio proprio per rispetto delle nostre leggi: aveva, infatti, presentato domanda di ricorso contro il decreto di espulsione ed era in attesa, appunto, di decisione. Vorrei però sottolineare una cosa, come questa persona rappresenti uno dei tanti punti di fragilità estrema di questo nostro sistema, perché trovarsi, per le necessità della vita, a 21 anni in un Paese del quale forse si conosce a malapena la lingua, in una condizione di disoccupazione, in una condizione probabilmente anche di disperazione, credo che possa far uscire di testa chiunque e non possa in alcun modo essere utilizzato per una polemica politica di profilo molto basso
( A seguire gli applausi dei deputati dei gruppi Scelta Civica per l'Italia e Sinistra Ecologia Libertà)
Conclusione: l’aggressione a picconate di Milano inviti a riflettere su come evitare gli estremismi razzisti senza cadere però nel pericoloso buonismo fine a se stesso.
(Questa mattina nella trasmissione PRIMO TEMPO NEWS in onda su Class Tv, ho intervistato il Comandante della Polizia Locale Tullio Mastrangelo. Tra le altre cose, si è parlato della sicurezza nella città di Milano: le polemiche dopo il caso di Kabobo vanno anche in questa direzione: le forze dell’ordine non sono sufficienti. Mastrangelo ha dato la sua versione e anche qualche consiglio ai cittadini)
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CLASS TV - TULLIO MASTRANGELO SUL CASO DI MADA KABOBO
Nella trasmissione di Class Tv, PRIMO TEMPO NEWS, interviene il Comandante della Polizia Locale di Milano Tullio Mastrangelo sul caso del picconatore Mada Kabobo. Si parla di sicurezza in città: le
La rubrica Un estratto della trasmissione Primo Tempo News, in onda dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 9 su Class Tv, canale 27 del digitale terrestre