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La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


CLANDESTINITA': REATO O NON REATO?

Pubblicato da Manuela Donghi su 13 Maggio 2013, 10:19am

CLANDESTINITA': REATO O NON REATO?

Ieri l’accusa ad alcuni esponenti della Lega Nord di strumentalizzare la vicenda di Mada Kabobo con un banchetto per raccogliere firme contro lo ius soli, oggi l’intervento del Governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni che mette le cose in chiaro, escludendo qualsiasi collegamento tra le proposte del ministro Cecile Kyenge e l'episodio di Milano. “L’uomo è un pazzo, il Ministro non c entra niente”.

Anche se, precisa, messaggi forti che arrivano dalle Istituzioni possono portare a conseguenze non sempre piacevoli. "Appena insediata, Kyenge ha parlato di abolizione del reato di clandestinità e di ius soli. Parole rimbalzate immediatamente là dove si origina l'immigrazione clandestina”. Argomento tutt’altro che semplice, e che, secondo il leader del Carroccio va “maneggiato” con cura, evitando di agevolare anche indirettamente le organizzazioni criminali, che potrebbero sentirsi libere di agire indisturbate. "Questi annunci sono molto pericolosi, da questo punto di vista, e qua sta la nostra critica a ciò che la Ministra va dicendo".

Togliere il reato di clandestinità? Pure quello? Quando già in Italia succede che se un clandestino delinque e riceve un ordine di espulsione, basta che faccia ricorso per la non-concessione di asilo politico e proprio per questo diventa non più “cacciabile”? Ma abbiamo capito bene-bene? Tu commetti un reato, sei illegale, devi lasciare il Paese, ma fai ricorso, e quindi nessuno ha più la facoltà di appellarsi e di far rispettare la decisione di mandarti via? Per quale strano cavillo, per l’amor del Cielo? Se tu hai commesso un reato e la legge prevede l’espulsione, perché mai debbono subentrare altri espedienti che evitano la “pena”? Ma allora, scusatemi, inutile fare polemiche o inca…volarsi per le reazioni della gente e per le esternazioni che inevitabilmente arrivano a rasentare anche l’esagerazione, talvolta: il senso ultimo, ma non ultimo è il seguente. Siamo sicuri che non occorra agire sulla causa piuttosto che sull’effetto, ossia sulla burocrazia, sugli impedimenti, piuttosto che sulla legge di reato di clandestinità in se’? Andare piuttosto a tutelare e aiutare i clandestini che lavorano e che per colpa di una burocrazia lenta e fangosa non riescono a regolarizzare la loro posizione? Se lanciassi una provocazione di questo tipo cosa mi rispondereste: preferireste togliere il reato di clandestinità “rischiando” di tenerci al nostro fianco elementi come Kabobo, o tenerlo questo reato di clandestinità rischiando di non avere buone e brave persone che potrebbero aiutarci? Io (purtroppo), se messa alle strette, mi trovo a scegliere…

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