Ieri a Pane al Pane su Radio Lombardia abbiamo affrontato un tema che sembrerebbe banale e scontato, eppure più che mai ha suscitato interesse da più parti. Forse perché piuttosto che banale e scontato pare un tema anacronistico, e a noi italiani questo piace assai.
Qual è codesto tema?
QUESTO. Ma cos'è la destra? Cos'è la sinistra?
Il dilemma vi ricorda qualcosa? E come no? Lui, Giorgio Gaber.
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Giorgio Gaber - Destra-Sinistra
Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra. Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... Ma cos'...
E' evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra.
Eppure la distinzione si fa ancora.
Si procede per luoghi comuni. E allora ecco che se si parla di extracomunitari in termini più "repressivi" allora si è di destra (estrema). Se si parla di politiche di integrazione, invece, si è di sinistra.
Se partecipi al Family Day sei di destra, al contrario se sei sceso in Piazza con le Associazioni LGBT sei assolutamente di sinistra.
Se vuoi le infrastrutture e il progresso appartieni alla destra, se sogni un mondo in verde (non quello della Lega Nord), sei decisamente di sinistra.
E vogliamo esagerare? Se vai per Milano in macchina, anche con il rischio di stare ore in coda e di imprecare per trovare un parcheggio sei Berlusconiano, se invece giri per la città in bicicletta o sui mezzi pubblici, rasenti quasi il comunismo. Soprattutto quando appoggi la bizzarra idea di rendere tutto gratuito.
Il problema però, non è credere ancora in queste ideali differenze (che comunque un po' sono vere). Il problema si pone quando queste ideali differenze e l'appartenenza a l'una o l'altra, si trasformano in scontri-tanto-per.
E' così che poi ci si odia. E' così che poi si mette tutto in un unico calderone. E' così che poi si fraintendono le prese di posizione. Così facendo il Family Day si trasforma in ritrovo di omofobi e intolleranti; così facendo si accoglie l'arrivo di Marine Le Pen come fosse quello di Adolf Hitler; così facendo si guarda con diversità e quasi con irrispettosa derisione alle proposte delle Associazioni LGBT; così facendo si da' per scontato che sia lecito imbrattare i muri milanesi (suolo e luogo pubblico) perché "non siamo d'accordo con quelli la'"; così facendo si strumentalizza OGNI COSA.
E così facendo logoriamo e cancelliamo poco alla volta ma in modo inesorabile la parola DEMOCRAZIA dal nostro vocabolario e soprattutto dalla nostra Costituzione. Le idee sono idee. Ma noi non riusciamo mai a capirlo fino in fondo. Cominciamo semplicemente a cambiare canale se non concordiamo con chi parla su quella rete. Nessuno ci obbliga a scendere in Piazza con l'uno o con l'altro, nessuno ci obbliga a partecipare al convegno di Salvini o della Le Pen, o agli incontri dei candidati delle primarie del centrosinistra.
Se poi ascoltando parlare qualcuno ci viene un po' di nervoso... eh va beh. Fa parte della Vita. Il nervoso ci viene anche quando parliamo con gli amici, o con il fidanzato, o con il nostro capo al lavoro o con i parenti. Il problema è che a monte diamo per scontato che se siamo di destra e quell'altro è di sinistra o viceversa, siamo nemici. La battaglia, lo scontro, parte da lì, dalla distinzione tra destra e sinistra.
E allora, vedete, aveva ragione Giorgio Gaber:
E' evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra.
Ho detto tutto? Certo che no. Manca la parte culinaria.




