E’ quasi finita la festa della donna anche per quest’anno. Non che io scriva su questo blog ogni giorno o a ogni occasione, ma volutamente non l’ho fatto nemmeno oggi. Perché? Per tanti motivi, ma soprattutto per quello più palese: per evitare la retorica e le solite frasi che suonerebbero “viziate” o ridondanti. Ancor di più se pronunciate proprio da una donna.
Non ho mai festeggiato ne’ mi sono mai concentrata particolarmente sull’8 marzo, semplicemente perché non ce n’è bisogno. Non perché non ci sia bisogno di attenzione sul genere femminile, non fraintendetemi. Di bisogno ce n’è a mai finire, ma è proprio questo il punto. Perché ancora oggi le donne devono gridare a viva voce che esistono? E la colpa non è mica degli uomini, no no. O meglio, non solo. La colpa è anche delle donne: ossia è anche nostra.
Perché se una donna non lavora: “ah beh, è perché ha una famiglia”; perché se una donna è single: “ah beh, è una zitella”; perché se una donna decide di essere indipendente: “ah beh, è presuntuosa”; perché se una donna è arrabbiata: “ah beh, ha un caratteraccio”; perché se una donna è nervosa: “ah beh, ha il ciclo”; perché se una donna vuole fare carriera nella sua professione: “ah beh, è un’ arrivista, una iena”; perché se una donna vuole un figlio: “ah beh, vuole mettere catene”; perché se una donna chiede attenzioni “ah beh, è una rompipalle”; perché se una donna da’ le attenzioni: “ah beh, è appiccicosa”; perché se una donna non da’ invece attenzioni : “ah beh, è egoista”.
A costo di andare controcorrente, credo che la cosa grave sia che a dire (o a pensare senza avere coraggio di aprir bocca - il che è ancora peggio) queste cose, non sia solo il genere maschile, ma in alcuni, forse in troppi casi, siano anche le donne. Non solo uomini contro donne, ma anche donne contro donne. E questo perché accade? Proprio perché ancora oggi c’è bisogno di urlare al mondo i diritti femminili e di far sapere che, guardate un po’, ecco la vera scoperta, le femmine sono uguali ai maschi.
Ma io non sono arrabbiata, sto cercando solo di sdrammatizzare. Non sono arrabbiata semplicemente perché credo che queste differenze ci saranno sempre e per questo le donne saranno sempre “le zitelle, le appiccicose, le rompipalle, quelle con il ciclo” e via dicendo. Così è.
Lo so, lo so, avevo detto che non ne avrei parlato, e ciò che ruota intorno al discorso è un grandissimo, enorme clichè. Per questo è tutto completamente sbagliato fin dalla genesi. E non mi riferisco ad Adamo ed Eva, anche se pure loro, in qualche modo, potrebbero essere imputabili.
Domani mattina, se volete, accendete il televisore su Canale Italia, canale 53 del digitale terrestre. Alle 11.30 inizierà una nuova puntata di “Detto da voi” condotto dalla bravissima Caterina Collovati, che suggerirà una chiave di lettura molto interessante dell’8 marzo. Io sarò ospite nel suo salotto.
W le donne! (e anche gli uomini, però!)


