Colpa di Bersani se Scelta Civica è nata.
Si potrebbe cominciare così un articolo che indaga la ricostruzione del partito dell’ex premier Mario Monti. E badate bene, non siamo noi a dirlo, ma il Professore stesso, che racconta come alla fine del 2012 cercò di prendere accordi con l’allora leader del pd, affinchè si rivedesse l’assetto del partito, senza l’ingerenza di Fassina e senza CGIL. Bersani, da conservatore quale lo conosciamo, disse no, e il dovere di dare vita a Scelta Civica fu prevalente.
Dopo l’insuccesso, giusto per rimanere morbidi, alle elezioni europee, dove Monti ha aderito alla lista SCELTA EUROPEA (il risultato è stato di 0,7% di consensi), l’ex Presidente del Consiglio ha deciso di prendersi una piccola rivincita, ripercorrendo con la mente i risultati dell’operato del suo Esecutivo. E rivendica la "paternità" della linea politica attuale, quella di Matteo Renzi. "Mantenere disciplinati i conti e fare riforme strutturali per la crescita, avendo voce in Europa, è la stessa linea del mio governo", ha dichiarato. Sì, perché senza riforme, l’Italia non va da nessuna parte, di questo Monti è convinto. Questa dunque la sua linea attuale; peccato, almeno così mi pare, che non fosse anche quella che aveva quando era l’inquilino di Palazzo Chigi. Ci siamo dimenticati dell’austherity del Governo tecnico? E’ questo l’elemento che ha contraddistinto maggiormente quei 17 mesi. Non è opinabile dire che il Professore puntò sul rigore più che sulla crescita. Un peccato, tra gli altri, che gli italiani non gli hanno perdonato.
Ma evidentemente, nonostante il suo aspetto da bravo e paziente nonnino, Monti Mario non è poi così umile, e un vero e proprio mea culpa non deve averlo fatto. Perché altrimenti non avrebbe rilasciato un’intervista fatta solo ed esclusivamente di elogi. Parliamoci chiaro!
Perché i meriti (che lui solo sembra attribuirsi) non finiscono qui.
Tra quelli elencati, c’è anche il seguente: aver evitato che Silvio Berlusconi salisse al Quirinale. Secondo il ragionamento di Mario, grazie all’ appoggio di Scelta Civica alla maggioranza, l’ex Cavaliere non fu nominato Presidente della Repubblica. Dice, in soldoni: “Pensate il rischio che avremmo corso”. Peccato che si vociferasse piuttosto un’intesa con Napolitano, (chiamiamola così), per far arrivare LUI, intendo dire Monti, al Colle.
Che dire……… perché il Professore è tornato a parlare dopo la recentissima disfatta? Voglia di non-sparire? Voglia di tornare in campo? No, lui dice che così non è, ecco qui: "Superata la fase di emergenza, dopo essere stato trascinato in campo da Giorgio Napolitano, voglio contribuire alla vita politica nel suggerimento sul da fare”. Altri sono più bravi di me ad organizzare il consenso. Renzi, per esempio, è bravissimo".
Quindi, direi che potremmo concludere immaginandoci un hashtag: #italianistatesereni (che non ritorno).
Un hashtag che è una garanzia. (Ehm….. Ma non l’aveva già detto Renzi a Letta? Poco prima di farlo cadere? … Va beh, questa è un’altra storia.)

