Oggi per il nostro Tg Giorno a Class Tv mi sono dedicata a quella che è stata ribattezzata la Renzi-mania.
Non si può piacere a tutti, ma pare che l’entusiasmo per il nostro Premier, non sia ancora scemato. Una cosa che forse non era mai successa prima, visto che il gradimento verso la classe politica, o un partito e l’altro è sempre molto labile, quindi, al momento, tutto è da prendere con le pinze. In ogni caso, il programma del Presidente del Consiglio sembra piacere soprattutto ai consumatori, che guardano al futuro con maggiore ottimismo rispetto solo a qualche mese fa.
Come sia possibile non si sa, visto che la situazione pratica, in Italia, non è ancora cambiata e per certi versi ci fa vedere tutto nero, ma di fatto, stando ad alcuni studi, pare che, in effetti, un recupero di fiducia ci sia, e di certo, in un quadro come quello a cui assistiamo ormai da tempo, diventa essenziale per tutta l’economia di casa nostra e anche per gli investitori stranieri in Italia, che vedono in Renzi un vero e proprio riformatore. Quello che sembra convincere maggiormente il pubblico renziano, è il pacchetto di provvedimenti già annunciati, che dovrebbe spingere la crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel periodo 2014-2015 allo 0,4 e 0,9%, con possibili sorprese positive. Sono stime inferiori rispetto a quelle fornite dal Governo. Quelle che sto elencando oggi, arrivano da Euler Hermes, il primo gruppo mondiale dell’assicurazione crediti e uno dei leader nel mercato delle cauzioni e del recupero crediti commerciali, con cui sono in contatto già da un po’, e con il quale ho avuto modo di “studiare” l’ effettiva situazione delle aziende italiane. Fallimenti, condizioni precarie, insolvenze, ma anche tanta voglia di ri-emergere. In questo contesto, verrebbe da dire che il Governo dovrebbe quanto prima agire e muoversi anche con le banche, affinchè l’accesso al credito per le aziende diventi più gestibile: l’Italia, strano a dirsi, detiene quasi il record di difficoltà in questo, rispetto agli altri Paesi europei. Situazione che ovviamente va di pari passo con quanto dicevo poco fa: ossia le insolvenze che hanno toccato livelli record, e attenzione, perché da questo punto di vista, la situazione andrà peggiorando: sempre secondo Euler Hermes, dopo aver superato quota 14.000 nel 2013, a fine 2014 saranno bel 14.500 (+4%) le aziende che apriranno una procedura fallimentare. Risultato: a smenarci saranno ancora una volta le piccole medie imprese del nostro territorio. Strano.
Quindi, come essere certi che dopo due anni di recessione, l’Italia potrebbe davvero avviarsi verso la rinascita sperata? Qui mi ci metto io: lo scenario politico appare un tantino ancora debole. Tanti annunci, ma finora poca concretezza. Sulla carta tutto bene, nella pratica occorre aspettare. Certo, e qui Berlusconi insegna (tanto per sdrammatizzare), essere ottimisti aiuta, non è piangendo che si risolvono le cose, non è rimanendo seduti che si conquistano i successi. Noi ci rimbocchiamo le maniche.

