Come sappiamo essere generosi noi italiani con le spalle degli altri, proprio non sa farlo nessuno. Un’operazione, quella di Mare Nostrum, che, scusatemi se lo dico, sa di buonista. Sì, perchè se l’obiettivo e la causa sono assolutamente nobili e vanno perseguiti (oltre 20mila migranti sono stati soccorsi dal 18 ottobre 2013 a oggi dall’operazione militare e umanitaria), il risultato, invece, è molto pericoloso. Per due ordini di motivi. Il primo sociale e di sicurezza, il secondo economico. Sul secondo mi soffermerò giusto un istante, anche se meriterebbe un intero capitolo solitario. E questo istante che mi prendo vale una cifra: 300mila euro al giorno spesi dagli italiani. E aggiungo: senza che il problema sia risolto. Primo applauso.
Sull’altra questione, invece ci chiediamo: la sicurezza di chi? Nostra. Del nostro Paese. Perché torno a ripetere, anche se non sono nessuno, che il problema dell’immigrazione non verrà mai risolto se alla base non si strutturano per bene delle politiche atte ad arginare il fenomeno ancor prima che questo si manifesti e di conseguenza esploda. Mi spiego meglio e in maniera alquanto secca e diretta. Inutile trovare il modo (presunto o reale che sia) per aiutare altre persone, se prima non sappiamo di poterlo fare. E soprattutto smettiamola di fare gli eroi quando per diritto potremmo e dovremmo essere aiutati. Da chi? Dall’Europa. E qui sta il concetto di un'Europa diversa, alla vigilia ormai delle consultazioni per il Parlamento di Strasburgo: siamo sotto le sue direttive? Abbiamo “giustamente” vincoli da rispettare, della serie oneri e onori? Bene. Ma che allora, quando necessario, si alzi la voce. Non solo, ora più che mai, è NECESSARIO imporci per far rispettare le regole già vigenti, ma anche per pretenderne di nuove. Che i Paesi di competenza diventino davvero di competenza reale. Che si cominci a provvedere a dividere i migranti, affinchè vengano accolti dai Paesi dell’Unione che possano garantire loro stabilità e cure. Non quelle apparenti, che pensiamo di dare. Non ci credo che non ci sia consapevolezza del danno che facciamo, siamo solo nascosti dietro una maschera di Redentori. L’Europa deve agire affinchè la richiesta d’asilo venga fatta PRIMA di raggiungere le Terre della speranza a nuoto. Perché questo ancora oggi, nel 2014, non è possibile? C’è chi dice che finchè questo gap (lo chiamiamo così?) non sarà superato e risolto, non possiamo permetterci di far morire delle persone. Questo è vero, non c’è nemmeno bisogno di specificarlo. Chi lo specifica ha la coscienza sporca. Ma io mi chiedo: cosa aspettiamo a FARE? Azzardo un confronto poco-politically-correct: è un po’ come mettere al mondo bambini sapendo di non avere casa ne’ lavoro. Qui non si tratta di emergenza. Qui si tratta di recidiva situazione. E allora scusanti non ce ne sono più. Non ci scaraventiamo contro chi si azzarda a dire che l’operazione Mare Nostrum deve essere rivista. Urliamo piuttosto contro chi fa finta che il caos non si potesse prevedere. Una giustificazione che fa acqua da tutte le parti. Appunto.
