Ci ha convinti il primo discorso di Matteo Renzi in Parlamento? Ni. Per non dire no.
Anche se faccio subito una premessa. Penso di essere un po’ prevenuta, perché a prescindere da tutto, il Governo Renzi mi fa arrabbiare. E non per lui o in virtù di antipatie personali. Sono arrabbiata per il metodo con cui in Italia, ormai, si scelgono i nostri Governatori. Anzi, togliamo il “nostri” e diciamo semplicemente Governatori, perché non vedo come possano essere nostri, dal momento che non ce li siamo scelti noi. Ebbene sì, argomento trito e ritrito, quello del terzo Premier eletto senza elezioni. Non me ne vogliate, arrivo forse in ritardo, ma volevo prendermi un po’ di tempo per capire quanto e come questa cosa mi facesse inorridire. E non esagero. Perché vedete. Dopo la caduta del governo Berlusconi (tanto per ripercorrere in breve la storia più recente), la necessità aveva portato Giorgio Napolitano a designare un Premier tecnico: ed ecco Mario Monti. Al di la’ di quello che è stato poi il suo operato, il Professore, in quel momento, sembrava essere l’unica possibilità. Poi le dimissioni anticipate e le elezioni. Cosa buona e giusta, se non fosse che il risultato non portò gli effetti sperati: ed ecco la non-governabilità, e da qui ancora Napolitano con l’incarico a Pierluigi Bersani. Fallito in partenza. Ed ecco, a seguire, Enrico Letta. Un Presidente del Consiglio imposto, certo, ma anche qui, sinceramente, se ci pensiamo bene, è possibile trovare una motivazione. Ma ora? Perché mai il mio Presidente deve essere Matteo Renzi? E perché mai tutto ciò è accaduto senza quasi rumor di foglia? Proprio con noi italiani che normalmente siamo così bravi a polemizzare, anche su cose minime, anche quando non sarebbe il caso? E no, allora non mi sta bene. Non amo la polemica gratuita, ma nemmeno quella inesistente, soprattutto quando serve più che mai. E’ quasi passata inosservata la mossa di Renzi, è quasi passata inosservata la scaltrezza (voglio essere “buona”) con la quale ha dato un calcio nel sedere a Letta. E se è vero che (forse) fare politica significa anche questo, e che (forse) la politica è dei furbi e non dei buoni, mi pare inaudito che la cosa appaia più o meno normale a noi. E allora come rispondere alla domanda “Renzi ci convince”? Impossibile, non lo so. Tutto bello, tutto giusto, ma mi manca la praticità. E soprattutto mi manca la coerenza. Forse il concetto non va di pari passo con quello del compromesso, indispensabile in politica e nelle strategie. Beh, ma allora cade il senso, il senso di un Premier che si è auto-eletto per cambiare le cose. Come potranno mai cambiare, così?