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La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


LEGA NORD, ORA FORSE E' PIU' CHIARA. COSA? LA POSIZIONE DI BOSSI - con intervista a Matteo Salvini -

Pubblicato da Manuela Donghi su 10 Dicembre 2013, 07:58am

LEGA NORD, ORA FORSE E' PIU' CHIARA. COSA? LA POSIZIONE DI BOSSI - con intervista a Matteo Salvini -

Al di la’ della svolta-Matteo-Salvini alla guida della Lega Nord, l’analisi politica da fare a proposito del Carroccio è un’altra. La candidatura alla segreteria del fondatore Umberto Bossi aveva forse fatto pensare che tutto sommato la situazione all’interno del Movimento non fosse cambiata granchè, ossia: la Lega è sempre e solo Bossi e la militanza vuole lui. Un preconcetto, questo, legato al fatto che, dopo gli scandali e nonostante tutto, la voce del Senatur è sempre stata quella più ripresa e ascoltata. Dalla gente e dai media. Che ben sanno quanto possa essere forte una dichiarazione di un Leader come lui. E, vedete, l’errore sta proprio tutto qui: la sua voce, in realtà era ascoltata solo dall’esterno e non più dalla base. Che seppur mantenendo un atteggiamento rigoroso di gratitudine e rispetto riverente nei confronti di quello che comunque idealmente resterà sempre il Capo, ben sapeva che un posto per lui, nella dirigenza esecutiva, non poteva più esserci. E così è stato. Un risultato, quello delle primarie, le prime nella storia della Lega Nord, schiacciante: il giovane e fedele Matteo Salvini ha conquistato l’82% dei consensi e formalmente sarà alla guida dei padani dopo il Congresso di domenica prossima a Torino. Umberto Bossi fermo invece al 18%. Nessuno ha commentato, forse perché tutti sapevano che sarebbe andata a finire così, anche “quelli” che probabilmente l’hanno convinto a ricandidarsi, e che, alla fin della fiera, diciamocelo, gli hanno fatto fare una figuraccia. Forse Bossi sapeva che Salvini avrebbe avuto la meglio? Forse sì, ma forse non in questo modo. Ora c’è chi scommette che il Senatur fonderà un partito tutto suo, chi dice che comunque resterà a lavorare nella Lega Nord, ma poco importa. Importa quello che sarà, non solo per il Movimento, ma anche per il nuovo scenario politico che in poche ore ha ribaltato la visione della “nostra” classe dirigente: il ricambio generazionale. Non lo aspettavamo forse tutti? Tanto per essere concreti e non lasciare nulla al caso, che in politica serve a ben poco, Salvini sembrerebbe avere le idee chiare e promette una Lega di battaglia con un primo obiettivo, quello di “riprendere sovranità” dall’Europa, alleandosi con i partiti euro-scettici di altri Paesi alle europee di maggio, e la “priorità del lavoro”. Ma soprattutto creando un gruppo: “non si lavora da soli” dice Salvini. “Io sono il segretario federale e mi tremano le gambe al pensiero, ma le decisioni verranno prese insieme, come è nella visione del Movimento”.

(Di seguito il link con l'intervista a Matteo Salvini)

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