Italiani tradizionalisti o progressisti? Questa la domanda che mi pongo senza fare troppi giri di parole. Il bipolarismo esiste perché è il sistema italiano ad essere immobile o perché alla fine siamo noi cittadini a sceglierlo? Perchè al di là di Mario Monti che ancora non si capisce dove andrà, se con la sinistra o meno (unica scelta, peraltro, dato che con la destra ci andrebbe solo se non ci fosse Berlusconi), si parla sempre e solo di due grandi coalizioni: il centrosinistra e il centrodestra. B&B, Bersani&Berlusconi. Certo non sono due nomi nuovi. E mentre nell’orizzonte della new-politic ha rischiato grosso uno dei personaggi chiave – in termine di novità - di queste elezioni, Oscar Giannino, nelle ultime ore di campagna elettorale, serratissima, esplode ancor più il fenomeno Grillo. Pronto a sedersi in Parlamento. Non lui, ma il simbolo del Movimento 5 Stelle sarebbe là, presente. E persino dall’estero arriva quasi un allarme sul boom del comico genovese. Un allarme perché, evidentemente, del tutto, non si riesce a spiegare. “Epidemia irrefrenabile”. Una sorta di contagio a macchia di leopardo che piano piano si è esteso agli e negli italiani. Delusi dal Pdl, dal Pd, dalla Lega, e ora probabilmente entreranno nel giro anche i delusi da Giannino. Gli inesperti pronti a Governare, e forse è questo che preoccupa gli animi, la parola inesperti. Non è forse stato un errore legato all’inesperienza (politica, ovviamente) a far cadere all’improvviso il Leader di Fare per Fermare il declino? Nessuno mette in dubbio che nelle liste dei nuovi partiti ci siano uomini e donne culturalmente validi e professionalmente preparati, ma davvero, a conti fatti la militanza (che è una bella, ottima parola perché indica appartenenza, fedeltà, rigore), non serve? La militanza non sarebbe da considerarsi l’alter ego dello stage in un qualsiasi lavoro? Se voglio diventare giornalista non devo fare praticantato? Idem per un aspirante commercialista? O avvocato? E allora per diventare politico non ho bisogno di fare pratica? Appunto militanza? I concetti assumono risvolti pragmatici differenti, ma idealmente penso siano la stessa cosa. E allora non abbiamo un po’ paura del nuovo, inteso in questo modo? Io avrei voglia di nuovo in un altro senso. Le facce nuove, giovani! Giovani che però seguono la politica fin da bimbi o da adolescenti e che sanno come muoversi nei "corridoi pubblici". E lo sanno perché hanno seguito i grandi, perché ormai, quando sono pronti a candidarsi, ad esempio, sono giovanissimi, ma per l’esperienza già avuta non lo sono più di tanto. Ma comunque per noi cittadini lo sono. Ed è questo che stiamo chiedendo. Insomma, io il nuovo lo intenderei così. Ma rimango possibilista. Nonostante io per prima, forse (dovessi proprio rispondere alla mia domanda iniziale) sia un tantino tradizionalista.
(In trasmissione, questa mattina ne ho parlato con l’On Ivan Rota, deputato Idv e candidato con Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Di seguito il link)
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La rubrica "Politiche 2013" nella trasmissione PRIMO TEMPO NEWS in onda su CLASS TV, canale 27 digitale terrestre, dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 9. Nella puntata del 21 febbraio 2013, si parla
La rubrica "Politiche 2013" nella trasmissione PRIMO TEMPO NEWS, in onda dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 9 su CLASS TV, canale 27 digitale terrestre