Campagna elettorale a colpi di “non votate questo, non votate quello”.
E’ ufficiale, siamo nel pieno. I politici hanno sguainato le spade in una campagna elettorale un po’ anomala, visto che ancora non si sono delineati esplicitamente gli schieramenti che parteciperanno alla ormai vicina competizione. “Chissà chi sarà the winner”, bisognerebbe dire, invece in questo caso ci tocca scandire le parole “chissà chi saranno i competitor”. Incredibile ma vero.
Nonostante questa incertezza, i sondaggi sulle intenzioni di voto snocciolano numeri e percentuali. Prendiamo quello di Tecnè per SkyTg24, effettuato il 29 dicembre e presentato il 2 gennaio.
In evidenza la netta crescita del PDL che, se si votasse oggi, otterrebbe il 19,5% dei consensi, il 7,6% in più rispetto all’ultima rilevazione dello stesso istituto. Volenti o nolenti Silvio Berlusconi riesce ancora a trascinare tutta la destra, nonostante il calo, seppur leggero, della Lega Nord (- 0,9% rispetto al mese scorso). Forse a pesare sul Carroccio l’indecisione.
In calo anche il centro-sinistra, non per colpa del Leader maximo Pier Luigi Bersani, ma della sua “ombra” Nichi Vendola: secondo gli analisti la sua SEL starebbe proponendo agli elettori una pessima prestazione. (in calo al 4,1%)
E l’enigmatico-sibillino Mario Monti? Et voilà, varrebbe solo il 6%, altro che il 20! E il suo centro non galleggerebbe in più tranquille acque, se consideriamo che tutto lo schieramento politico non va oltre il 12% (mettendo insieme la lista del Professore, UDC e Futuro e Libertà).
Numeri da capogiro? Sì, quello della testa degli italiani, che sono spaesati, poveretti, e lo dimostrano i fatti. Chi cerca e segue la destra che destra più non è, chi segue la sinistra che ha già deluso le aspettative di giovinezza e rinnovamento, chi segue il centro senza sapere che Monti già pensa ad un patto con il PD, e quindi che caspita di centro è?
VECCHI E NUOVI DIKTAT
Maroni a Berlusconi: “Alleanza solo senza di te”. Permettetemi. Bravo il segretario della Lega Nord che persegue la sua conditio sine qua non. Che ha portato nelle ultime ore il Cavaliere a ritrattare leggermente: "Non è detto che io debba essere per forza presidente del Consiglio. Il mio partito potrebbe anche indicare un'altra cosa...".
Monti a Bersani: “L'apertura a Bersani sarebbe possibile, a patto però che il segretario abbia il coraggio di "silenziare" le "frange estreme" - da Stefano Fassina a Nichi Vendola, a Cgil e Fiom”.
Oh oh. Sento odore di guai.