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La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


SETE DI CONOSCENZA - RISPONDE L'ON. CARLO FIDANZA (PDL)

Pubblicato da Manuela Donghi su 13 Novembre 2012, 09:58am

SETE DI CONOSCENZA - RISPONDE L'ON. CARLO FIDANZA (PDL)

Ricorderete la mia sete di conoscenza a proposito del Popolo della Libertà (ndr post pubblicato in data 8 novembre 2012).

Mi ero chiesta molte cose quel giorno.

Si spaccheranno? Si scioglieranno? Risorgeranno? Magari si reincarneranno? I (pochi) fedelissimi che fine faranno?

Il segretario Angelino Alfano avrebbe dovuto prendere una posizione netta a suo tempo?

Quali i punti elettorali del PDL?

Essendo convinta che la politica sia comunque utile per i cittadini, ma solo là dove venga spiegata e analizzata, ho girato le mie (mille) incognite all’On. Carlo Fidanza, Europarlamentare del Popolo della Libertà. Che così, di seguito, mi ha risposto.

On. Fidanza, forse è il caso di dire che il PDL stia cambiando “opinione” un po’ troppo spesso in questo periodo… sarà il caos in generale in politica, fatto sta che ci piacerebbe Lei ci chiarisse un po’ le idee… Intanto. Il suo partito si chiamerà ancora POPOLO DELLA LIBERTA’? Alfano ha annunciato a sorpresa (non troppo forse, già Berlusconi aveva “azzardato” questa ipotesi) che presto potrebbe arrivare un nuovo nome e un nuovo logo. Ci può dire qualcosa in merito? Lei davvero crede che cambiando il nome al Partito, gli italiani troveranno ancora un’affezione verso il Popolo della Libertà?

On. Fidanza: Noi attraverso le primarie vogliamo offrire agli italiani un nuovo progetto, un nuovo programma, una nuova classe dirigente selezionata con metodi partecipativi. Infine, anche un nuovo nome e un nuovo simbolo. Se cambiassimo solo questi due aspetti non servirebbe a nulla, anzi la gente si sentirebbe presa in giro. Faccio sommessamente notare che una grandissima novità c'è già: dopo 19 anni non sarà più Berlusconi il candidato premier del centrodestra e il suo successore lo sceglieranno i nostri elettori.

Il segretario Alfano sembra deciso a non appoggiare un eventuale Governo Monti-bis. Eppure solo 1 anno fa il suo Partito non ha esitato ad appoggiare l’Esecutivo tecnico… Tutti si ricordano bene la foto scattata in occasione della nascita del Governo tecnico….. quella che sanciva un nuovo, forte, stretto legame tra il Professore e i leader dei Partiti che lo avrebbero appoggiato e sostenuto: Alfano, Bersani, Casini. Cosa mi dice a proposito? L’amore è terminato? Ora perché a nessuno (a parte Casini) piace più Monti?

On. Fidanza: Il sostegno al governo tecnico è stato necessario per non esporre il Paese al rischio di un default che noi abbiamo fatto di tutto per evitare (le manovre del centrodestra valgono l'80% del valore complessivo delle manovre dell'ultimo anno e mezzo e senza queste non sarebbe bastato Monti a salvarci) ma che si stava avvicinando per via di una spirale speculativa che aveva scommesso contro l'Italia.

Monti ha messo in atto alcune misure coraggiose, tra tutte la riforma delle pensioni (al netto dello scandalo esodati) che noi non saremmo stati in grado di approvare così stanti i veti della Lega, e misure pessime. Una riforma del lavoro che non ha agevolato le imprese ed ha peggiorato la vita dei precari, l'introduzione dell'IMU sulla prima casa e di aliquote pesantissime sulla seconda, la prosecuzione dei tagli lineari sugli enti locali, il pasticcio dell'accorpamento delle provincie, la tracciabilità dei contanti a 1000 €. Tutte misure che il Parlamento ha modificato e che erano nate addirittura peggiori. Il tutto senza che a ciò si accompagnasse una sferzata sulla crescita e senza che si siano ottenuti risultati decisivi sul fronte europeo, se si escludono gli interventi di Mario Draghi nel suo ruolo di capo della Bce.

Ma, persino al di là del giudizio di merito, per noi il governo tecnico rimane una parentesi irripetibile, che peraltro abbiamo pagato a caro prezzo nelle urne, almeno quanto abbiamo pagato l'esito infelice del nostro governo. Ora però la politica deve tornare ad assumersi le proprie responsabilità senza più delegare ai tecnici e a poteri non legittimati dai cittadini. E deve avere il coraggio delle scelte radicali che vanno prese secondo una visione della società e non secondo calcoli ragionieristici.

Sul fronte delle alleanze? Sperate nella Lega Nord?

On. Fidanza: Io rimango un convinto bipolarista. La Lega è impegnata in una profonda opera di rinnovamento, come noi anche se per ragioni diverse.

Io credo che, di fronte alla proposta politica di una sinistra sempre uguale a sé stessa, chi si sente alternativo abbia il dovere di unirsi.

Vale per la Lega ma vale anche per i movimenti di Giannino e Montezemolo e per interi pezzi di società civile che in Vendola e Bersani non possono trovare rappresentanza.

Ho ascoltato da tanti mondi sindacali e imprenditoriali, agricoltori commercianti e artigiani, piccoli imprenditori e professionisti, lavoratori dipendenti e famiglie, parole d'ordine e proposte che sono le nostre e che devono ritrovare una casa comune. Mi rifiuto di pensare che, se fa un passo indietro Berlusconi, la rappresentanza di parte di queste possa essere appaltata a Casini e Fini.

Parliamo di Primarie… si fanno o non si fanno?

On. Fidanza: Certo che si fanno! Mettiamola così: se per caso dovessero saltare salterebbe il PdL e io credo che nemmeno Berlusconi, che pure non ha nascosto il suo scetticismo, voglia assumersi una tale responsabilità.

E in ogni caso c'è un'intera classe dirigente che glielo impedirebbe,altra novità non da poco.

Chi tra: Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Daniela Santanchè, Gianpiero Samorì, Guido Crosetto, Giancarlo Galan vedrebbe come candidato Premier ideale? E perché?

On. Fidanza: Berlusconi ha avuto intuizioni geniali e ha fatto le poche riforme che il Paese ha conosciuto nella seconda repubblica. Ha avuto anche responsabilità pesanti. Oggi è una storia finita, sta a noi costruirne un'altra.

Alfano è stato un ottimo ministro, insieme a Maroni ha demolito le mafie, ha riformato pezzi della nostra giustizia. Ha la statura del candidato premier ma deve andare avanti sulla strada di questi giorni: sempre più autonomo da Berlusconi, pur senza ingratitudine; chiaro e coerente sul no al Monti bis e alle ammucchiate. A ció deve aggiungere un profondo ricambio della classe dirigente che risulta in molte figure non più credibile. Merito, onestà e territorio sono state le parole d'ordine della sua elezione a Segretario, è ora di accelerare.

Quanto a Samorì, non credo possano esistere Berlusconi mignon. Non mi affascina. Santanchè rappresenta una degenerazione del berlusconismo e di una certa destra che non è mai stata la mia, che pure vengo da destra. Ogni volta che parla perdiamo migliaia di voti. Ha diritto di partecipare e di prendere pochi voti.

Crosetto è bravo, lo vedrei ministro. Rimango dell'idea che per correre alle primarie non basti l'apprezzamento dei followers di twitter.

A Galan munisce il massimo della lontananza ma una posizione liberal ci sta.

Rimango dell'idea che tra Alfano e la Santanchè ci sia spazio per una proposta di un centrodestra identitario, più nettamente smarcato da Monti, eurorealista. Se questo spazio lo coprirà lo stesso Alfano bene, se no qualcuno lo dovrà coprire.

Ancora qualche giorno e conosceremo i candidati ufficiali.

Fenomeno Grillo". Secondo gli ultimi sondaggi il Pdl e il Movimento 5 Stelle sarebbero “vicini” nell’indice di gradimento degli elettori. Pensa che queste previsioni si verificheranno alle urne o che sia solo il classico “tanto fumo niente arrosto”?

On. Fidanza: Il rischio c'è e ne siamo consapevoli. Sta a noi far capire che la cattiva politica non si combatte col rancore ma con le buone proposte e i buoni politici che le attuino. Per rendere credibile questa affermazione serve però una legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.

Poi mi permetta una frecciata: per anni ci hanno accusato di essere un partito leaderistico se non proprietario.. Non ho mai visto tanto autoritarismo nel PdL come vedo oggi nel M5S.

Senza andare troppo per il sottile: cosa vuole il Popolo della Libertà? Quali le priorità del programma elettorale?

On. Fidanza: Continuare la politica di risanamento riducendo lo stock del debito pubblico attraverso dismissione di immobili e società non strategiche e con esso ridurre gli interessi passivi sul debito in modo da liberare risorse per la crescita e la riduzione delle tasse per famiglie e imprese. Continuare la spending review e abolire l'Imu sulla prima casa. Applicare immediatamente la direttiva Ue sui ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Portare a compimento la riforma federalista con i costi standard e promuovere la riforma istituzionale con il presidenzialismo.

Molto altro ancora. Spero anche che le primarie siano occasione di confronto sulle idee e sui programmi suggeriti dai nostri elettori.

Ci fa una sua personale previsione? Chi governerà l’Italia?

On. Fidanza: Mi lasci dire.. Si è concluso da poche ore il dibattito tra i candidati alle primarie della sinistra. Ecco, spero nessuno di loro. Ho avuto l'immagine di una coalizione che non sa parlare al mondo del lavoro e dell'impresa, che è ideologicamente ossessionata da tasse e vincoli, che rincorre la demagogia perché terrorizzata da Grillo, che punta sui voti di minoranze organizzate (gay,immigrati,ecc) sperando siano sufficienti a battere una maggioranza disorganizzata, quella del centrodestra.

C'è invece una straordinaria energia positiva in questo Paese che merita di essere valorizzata, liberata dai vincoli della burocrazia, incanalata in un grande progetto di riscossa nazionale che va fatto spiegando alle aziende perché ha un senso continuare eroicamente a fare impresa in Italia, ai giovani perché è giusto non scappare e provare a costruirsi un futuro qui. A un Paese sfibrato non si possono più vendere sogni ma offrire una speranza è nostro dovere!

Perché i cittadini dovrebbero avere ancora fiducia nella politica?

On. Fidanza: La politica non è né buona né cattiva in sé, sono i politici che la rendono tale. Alla politica non c'è alternativa, ai politici cattivi c'è l'alternativa dei politici buoni. Alle idee pessime si risponde con le buone idee. Qualcuna in giro ce n'è ancora.

Potrò disturbarla ancora per verificare che almeno uno dei punti di cui sopra (ndr programma elettorale) verrà rispettato?

On. Fidanza: Con molto piacere!

CARLO FIDANZA… CHI E’.

• Studi in scienze della cooperazione internazionale per lo sviluppo.

• Vicepresidente nazionale di Azione Giovani (dal 2004) e oggi vice coordinatore nazionale di Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà.

• Membro dell'esecutivo politico di Alleanza Nazionale (2008-2009) e oggi componente della direzione nazionale e vicecoordinatore lombardo del PdL.

• Consigliere circoscrizionale di Milano (1997-2001); assessore ai servizi civici al comune di Desio (2005-2006); consigliere comunale di Milano (2006-2011), capogruppo di Alleanza Nazionale (2006-2009) e vice capogruppo PdL (marzo 2009-dicembre 2009) e presidente della commissione "EXPO 2015" (luglio 2009-maggio 2011).

• Vice coordinatore della Consulta nazionale giovani amministratori ANCI (Associazione Nazionale Comuni d'Italia) - ANCI Giovane.

• Deputato al Parlamento Europeo (2009) con il Popolo della Libertà nella circoscrizione Nord-Ovest.

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F
bella intervista. Mi pare che hai parlato di tutti gli aspetti dell' attuale situazione politica.
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