Quello che forse era già stato previsto è diventato certezza. Il caos in casa PDL è tangibile e assolutamente preoccupante. Preoccupante per chi? Per il Partito in primis, che voglioso di rivoluzioni, cambiamenti e migliorie, non sa bene quale strada sia meglio prendere.
Se è vero che un detto popolare recita “mai lasciare la strada vecchia per quella nuova”, è altrettanto vero che quella vecchia del PDL (la strada), risulta impraticabile, e poco potrebbe fare per aiutare i consensi che il Partito fondato da Silvio Berlusconi chiama a gran voce.
Si spaccheranno? Si scioglieranno? Risorgeranno? Magari si reincarneranno? I (pochi) fedelissimi che fine faranno? Uff, tante le domande. E non ho ancora finito, in realtà.
Non credete che il segretario Angelino Alfano avrebbe dovuto prendere una posizione netta a suo tempo? Non è compito di un ottimo, perfetto, impeccabile Leader decidere le mosse e le strategie del Partito che (bontà sua) guida?
Mentre scrivo mi sto accorgendo di non sapere quali siano i punti elettorali del PDL. Vuoto totale.
Non li conosco io? Non sono ancora stati decisi? Oppure non sono così chiari? L’elettorato vuole risposte, io voglio risposte.
E per un piccolo, piccolissimo istante, pensavo di essere stata ascoltata nella mia Preghierina di ieri sera perché stamattina, come in una eco lontana, ho avuto il sentore e l’illusione che un passo avanti fosse stato fatto: le Primarie! L’intuizione perfetta, Primarie nuove, mai viste prima in Italia, modello americano, il voto regione per regione e un grande convention finale. Modalità queste su cui però permangono molti dubbi. Ah. No, ecco. Dovrei saperlo che i sogni non sempre si avverano, anche se accompagnati da una buona e giusta Preghiera.
Dobbiamo cominciare a rimpiangere Silvio?
L’INCISO DEL GIORNO
Girerò le domande di cui sopra a qualche politico. Sappiate che le risposte arriveranno. (o almeno spero). Ne avete altre?