Voi cosa preferite/prevedete?
Non bisogna avere la sfera di cristallo per capire che in ogni caso si va verso un rebelot, casino, caos, confusione! Aiuto che emozione? No, aiuto che paura! Sì, perché al di là degli eccessi a cui stiamo assistendo, nuove inchieste, nuove indiscrezioni, nuove pulci nell’orecchio che certo dormire tranquilli non fanno, tutto si sta ulteriormente complicando. Bersani che parla e nessuno lo ascolta, Grillo e i suoi che sembrano pronti per una serie di puntate di MISTERO, Berlusconi che tra un processo e l’altro trova anche il tempo per avere la congiuntivite, anzi, la uveite (ossia un'infiammazione a carico dell'uvea, cioé la parte vascolare dell'occhio, compresa tra la sclera – la parte bianca - e la retina). Il tripolarismo, concorrente del più noto bipolarismo, non sta funzionando benissimo. Avrebbe dovuto essere invece una salvezza.
Analizziamo la situazione. La domanda: perché Grillo non dice sì a Bersani, almeno così raggiunge il suo obiettivo, cioè quello di governare veramente? La risposta: perché non è stupido. Beppe spera che alla fine un accordo tra Pd e Pdl si trovi, così, in un esperimento che non lascia ben sperare (quello di un sodalizio tra destra e sinistra) ci guadagnerebbe solo lui: possibile una crisi di Governo che porterebbe di nuovo alle urne. Con una sostanziale differenza rispetto al ritorno al voto immediato. Quale? Che il fallimento di un Governo destra-sinistra, porterebbe la gente a fidarsi ancora meno dei “soliti”, e a votare quindi-di-conseguenza, il Movimento 5 Stelle, unica alternativa, perlomeno al momento. Grillo vuole il 100% dei Parlamentari? In questo caso farebbe bingo. Non a caso il Leader dei grillini preme sull’assonanza dei punti dei programmi di Pd e Pdl, che in comune in realtà hanno poco o niente. Ed è anche per questo, forse (lascio sempre il beneficio del dubbio) che Grillo boccia senza se e senza ma il ritorno di un Governo Tecnico. Se per disgrazia il nuovo Esecutivo predisposto facesse del bene, ahilui, il lavoro di persuasione fatto in questi mesi, andrebbe totalmente annientato. Se si andasse al voto adesso, invece, poco cambierebbe. Anzi, qualcosa in realtà andrebbe diversamente. Forse ci guadagnerebbe Silvio Berlusconi (salute permettendo), con un Bersani che negli ultimi giorni appare molto stanco. Sul Movimento 5 Stelle chissà. Gli sfottò del post-voto non si contano più, e qualcuno si dice già annoiato da un “partito” che dovrebbe portare alla vera svolta-rivoluzionaria dell’Italia.
Ah, poveri noi! Se almeno i Referendum nel nostro Paese fossero efficaci e andassero a buon fine, si potrebbe pensare di proporne uno ad hoc, così recitante: "Che volete si faccia? Votate!" I nostri amici politici non sanno srotolare la situazione? Ci pensiamo noi.
Ma torniamo con i piedi per terra. Per ora l’ipotesi più accreditata è quella di un voto a giugno. Meno male che almeno la data del Conclave è stata decisa. La Chiesa è più veloce dello Stato. Morto un Papa se ne fa un altro, anche metaforicamente.
(Di seguito il link della nuova rubrica di Primo Tempo News: VOCE PUBBLICA. Abbiamo chiesto ai cittadini cosa vorrebbero succedesse in questo momento di urgenza politica)
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