«L'Italia giusta» è lo slogan scelto da Pier Luigi Bersani per la sua campagna elettorale. Sul suo profilo Twitter (@pbersani) il segretario del Pd ha pubblicato un manifesto in cui invita a votare per il suo Partito, il 24 e 25 febbraio prossimi. Ma qual è l’Italia giusta? Non si era detto che la prima imprescindibile cosa dovesse essere il rinnovamento? A me personalmente poco importa dell’età anagrafica dei nostri politici, basta si diano da fare per noi, ma visto che non si fa altro che parlare di un’Italia nuova, allora anch’io mi unisco al coro e chiedo quale sia questa novità, visto che, ancora una volta, stiamo assistendo ad un rewind politico che forse bisognava aspettarsi. Quale rewind? E perché lo chiamo rewind? Intanto è quello delle Primarie del centro-sinistra (PD e SEL) che questo fine-settimana sceglie i suoi candidati per il Parlamento della prossima imminente legislatura, e rewind perché dai primi risultati sembrerebbe proprio che il nastro musicale si sia fermato e tornato indietro. Sembrava quasi che con l’era Renzi e l’era della rottamazione si potesse respirare aria nuova e pulita, ma come si fa a crederlo se il primo nome che era stato segnalato dal sindaco di Firenze come ideale-rottamato, è stato invece il più votato alle urne Parlamentarie? Quale il nome? Rosy Bindi. La prima scelta, la vera decana, che tornerà sicuramente in Parlamento. Il primo bocciato, invece, guardate un po’, è proprio il braccio destro di Renzi, Giorgio Gori. Oggi si vota ancora, ma certo è che l’incipit di queste urne che dovevano avere sapore di novità, non ha rispettato del tutto le aspettative. Ma non disperiamo.
E non disperiamo nemmeno mentre assistiamo ai primi litigi e soprattutto alle prime defezioni o strappi all’interno delle liste Monti. Che non ancora nate, incredibile a dirsi, cominciano a perdere pezzi. Dice NO a MontiMario il Ministro Corrado Passera, e dicono NO anche gli altri ex aficionados del Professore, ossia Fornero, Severino e Profumo. E mentre il leader UDC Pier Ferdinando Casini detta le sue prime regole a proposito degli eletti, Monti decide di correre per la Premiership del Governo. Sarà la risposta definitiva? La accendiamo? Ripeto, non disperiamo.
Sembrano calmi e sereni, invece, gli esponenti della Lega Nord, un po’ meno Silvio Berlusconi che, nonostante l’apparente e consueto aplomb, freme affinchè Roberto Maroni si prostri pronto a rifondare l’antica alleanza. Ma contrariamente a quanto mi aspettavo, cioè che Maroni fosse in procinto di “cedere” al PDL, il segretario federale ancora tiene duro (come da buona tradizione leghista) e prosegue nel suo braccio di ferro con il Cavaliere. Sì all’alleanza, a patto che Berlusconi non si candidi per la sesta volta. I giorni passano e il Pdl, se non riuscirà come sembra a stringere un’intesa con la Lega, si ritroverà senza candidato per la Lombardia e di fatto l’elettorato che fu di Formigoni se lo spartiranno l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini e lo stesso Maroni. Con buona pace della base leghista, che Berlusconi non lo vuole, un po’ meno di quella della Casa delle Libertà. Anche se i sondaggi, che negli ultimi giorni impazzano, sembrerebbero dare ragione al Cavaliere che esulta per il segno + davanti agli indici di gradimento: percentuali di recupero di quattro-cinque punti (che non sono però gli otto che lui ha invece rivendicato). Che funzioni la maratona televisiva? O semplicemente, anche se non lo ammettono, gli italiani non hanno mai smesso di seguire, nonostante tutto, l’ex Premier?
UN PICCOLO RIEPILOGO
I candidati Premier sono (per ora) quattro.
PIERLUIGI BERSANI
MARIO MONTI
ANTONIO INGROIA
SILVIO BERLUSCONI (?)
Non sono né definitivi né saranno i soli. Ma chi cominciamo a salvare?
(A breve pubblicherò le Vostre scelte)
Il tweet del segretario del PDL Angelino Alfano sul vertice con la Lega Nord: ancora fumata nera. (twitter: @angealfa)

