Non so ancora quanti step occorreranno per appurare (se mai lo capiremo davvero) se le Province siano utili o meno e se serva dunque tutelare il loro operato. Se avrete pazienza, piano piano cercherò di capirlo con Voi, perché il fine ultimo, almeno il mio, non è di salvaguardare le poltrone degli amministratori locali, ma è la tutela di noi cittadini. Si sta facendo un gran baccano negli ambienti interni della politica, anche se mediaticamente se ne parla meno, e questo, in qualche modo, conferma i miei timori: non si ha bene l’idea di cosa faccia o non faccia l’Ente in questione, ergo, all’opinione pubblica poco interessa l’argomento.
Nel mio secondo step avevo cercato di riassumere i punti essenziali, altri ne emergeranno sicuramente ancora, ma ora a che punto siamo? Il Decreto legge è all’esame del Senato e intanto è arrivato il parere negativo e la bocciatura da parte della Conferenza delle Regioni. Il DL “aggraverebbe l'incertezza del quadro normativo di riferimento, e non individuerebbe gli strumenti necessari a garantire la tenuta del sistema istituzionale, causando pertanto gravi ricadute sui territori". Ha spiegato bene il Presidente Vasco Errani: “le Regioni non sono contrarie a una riforma, ma questo riordino crea una situazione di "incertezza, confusione, rischio ingovernabilità di processi legati al personale, alle competenze e alle risorse”.
Dunque. I cittadini si dividono. Gli amministratori provinciali difendono il loro lavoro. Le Regioni bocciano il provvedimento. E i Parlamentari? Ora tocca proprio a loro valutare e decidere. Il Ministro Patroni Griffi delega: “E’ stato attuato quanto deciso dal Parlamento e ora, nella sua vocazione naturale alla sintesi istituzionale, lo stesso (Parlamento), potrà cogliere l’occasione per rendere tangibile la capacità di individuare soluzioni equilibrate e coerenti, risolvendo le RESISTENZE che si determinano a livello locale”. Una bella patata bollente.
Ma loro, i Parlamentari, cosa dicono? E cosa diranno? Vi sottopongo due appelli che ho raccolto: il primo è quello di Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano, che “accusa” i politici di Roma di disinteresse (tranne qualcuno), e il secondo, del Presidente della Provincia di Monza e Brianza Dario Allevi, che giura: “quando schiacceranno il pulsante per votare ci sarò anch’io”. Intanto lo stesso Allevi ha convocato un Consiglio straordinario. Io sarò là.
(cliccate sul link per seguire le interviste)
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DL PROVINCE - I COMMENTI DI GUIDO PODESTA' E DARIO ALLEVI
Step 3 dell'indagine della giornalista Manuela Donghi sul DL RIORDINO PROVINCE. Gli appelli del Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e del Presidente della Provincia di Monza e Brianza