La formula del doppio registro, ossia quella che prevede maggioranze differenti a seconda delle questioni da affrontare. Secondo Pier Luigi Bersani sarebbe la meglio adattabile alle condizioni di Governo attuali. Che sia questa una proposta per mediare con i Grillini, che sono decisi a non concedere il loro appoggio a un Governo di larghe intese? In tempi non sospetti il Movimento 5 Stelle disse: “Niente fiducia, valuteremo caso per caso”. Posizione ribadita nella consultazione odierna: da lì non ci si sposta, piuttosto dovrebbe spostarsi chi per 20 anni non è stato in grado di cambiare le cose di una virgola, dicono i M5S. Più o meno i due concetti, l’idea di esecutivo dei nuovi parlamentari di Beppe Grillo e la formula del doppio registro, sembrano completarsi, almeno sulla carta. Una sorta di Governo Parlamentare, dove ciascuno sarebbe libero di appoggiare e sostenere, o certo anche opporsi, la fattibilità delle varie riforme. Una valutazione positiva in questo senso sembrerebbe essere arrivata anche dai centristi, mentre meno sicuri Pdl e Lega Nord, che, unitamente, ragionano sull’atteggiamento di chiusura di Bersani, sostenendo, per quanto li riguarda, di non aver posto invece preclusioni. Bersani non si convince che anche noi siamo adatti a governare? Allora Bersani non governa, dunque italiani si torni al voto! – sembrano dire gli uomini di centrodestra - La logica vuole che ciascuno abbia le sue posizioni (= democrazia), ma la politica e il Parlamento sono i luoghi (il primo ideale, il secondo reale) in cui si cercano intese. Se no non si va da nessuna parte. E temo che nemmeno con il voto si andrebbe da nessuna parte. L’attesa si prolunga, l’incontro tra Bersani e Napolitano potrebbe anche slittare a venerdì, è il momento della pausa di riflessione. Ma non si dice che le pause di riflessione non promettano nulla di buono?
COSA DEVE FARE IL PD SECONDO IL PD?
ENRICO FARINONE – Ex Deputato e membro della direzione regionale del partito
Forse oggi Bersani si è finalmente accorto che inseguire i grillini non solo non serve a nulla ma è anche profondamente sbagliato. Il Movimento 5 Stelle vuole distruggere non solo il sistema dei partiti ma anche l'architettura istituzionale e politica dello stato democratico. Senza contare le loro posizioni sull' Euro e l' Europa. Il Pd deve al contrario lavorare per rilanciare, innovando ovunque ci sia da innovare, le istituzioni democratiche dello Stato. Un lavoro esattamente agli antipodi del grillismo. Sul quale misurarsi con gli italiani.










