Seguire una giornata politica con un’amica appassionata come te, non ha veramente prezzo, per questo, oggi, chi se ne importa delle frasi retoriche.
La giornata è iniziata alle 11.30, prime time del giuramento del nuovo Governo, dopo che ieri Enrico Letta ha sciolto la riserva e ha dato lettura della squadra dei nuovi Ministri del Governo italiano. Ma al Quirinale, mentre le promesse di fedeltà alla Costituzione erano ancora in corso (non proprio una casualità), davanti a Palazzo Chigi ecco la sparatoria che ha visto coinvolti i due carabinieri. Sembrava quasi di essere collegate con la CNBC America: sparatoria è una parola che non ci appartiene o comunque poco, di solito per fatti legati soprattutto alla criminalità organizzata o a tragedie familiari. Il discorso cambia se accanto alla parola sparatoria senti “matto”, “squilibrato”, “arma calibro”. Beh, così ci rendiamo conto che le follie d’oltreoceano, a volte, riguardano anche noi.
Anche se la mente torna all'attentato a Togliatti del 1948 la copertura mediatica a 360° ricorda che i tempi sono cambiati. Nessuna reazione shock: i reporter parlano di “sgomento” e la cerimonia di insediamento va avanti con una relazione estemporanea sui fatti del neo-eletto agli Interni Angelino Alfano ad aprire la prima riunione di questo nuovo consiglio dei Ministri. Nessuna reazione shock, dicevamo: dalle immagini delle dirette tv i cittadini intorno a Palazzo Chigi mostrano semplice fastidio per la concitazione ed il caos con cui avvengono i primi soccorsi. I più intraprendenti scattano qualche foto, mentre cominciano ad arrivare le prime notizie sullo sparatore. Ebbene, lo ripetiamo: nessuna reazione shock: semplicemente la gara dei cronisti nel rivendicare, magari in diretta, il primato delle immagini, prima ancora del primato della notizia.
I tempi sono cambiati. Solo per il fatto che nel giornalismo ormai, con la nuova era, poche volte si può parlare di vero scoop. Tutto è lì, già scritto, già detto, già segnalato da qualcun altro. Il modo di agire è davvero agli antipodi di quello del passato, il modo di agire e anche quello di re-agire. Anziché aspettare eventuali volantini ciclostilati o vedere tracce di vernice fresca sui muri, la prima reazione è quella di collegarsi su internet con il blog di Beppe Grillo e del Movimento 5 stelle, in cui la pronta pubblicazione di un post condanna i fatti accaduti e prende le distanze dallo sparatore. Quella che doveva essere una tranquilla domenica di Aprile, in cui finalmente l'Italia con una nuova squadra di Governo era in trepidante attesa dell'approvazione dei mercati lunedì mattina, è diventata una giornata in cui sangue, cronaca e cerimoniale hanno avuto il sopravvento. La cronaca di una giornata di (stra)ordinaria follia, sedute sul divano, con un’emozione che forse non si può raccontare nel dettaglio. Ma noi ci siamo immaginate là. In studio una, inviata l’altra, per un ottimo lavoro in tandem. Una passione, anzi, forse qualcosa di più.
E ora svegliamoci.
by
Le due amiche appassionate
Manuela Donghi, Elisabetta Palumbo