Guardate un po’ che coincidenza. Ero quasi pronta a mettere on line sul mio panepolitica una relazione che ho scritto per un convegno. Titolo: l’informazione verosimile. Una riflessione che, senza avere alcun obiettivo di scientificità, ha voluto fare luce sulla situazione attuale dell’informazione italiana. E’ attendibile o no? Noi giornalisti, come facciamo a veicolare le notizie? In modo corretto o distorto? O forse approssimativo?
(in fondo un link con la mia indagine-sondaggio per la strada)
Ora vorrei spiegarvi perché questa relazione capita a puntino. Perché oggi non posso NON parlare della querelle Calderoli-Kyenge. Inevitabile che si scatenasse il putiferio. Un personaggio pubblico deve stare attento a ciò che dice. L’esterno non è casa sua, e anche in un comizio “tra la tua gente” ci sono infiltrati, e tra gli infiltrati, quelli maggiori sono i giornalisti. Ahimè. Perché ahimè? Perché quello che vedo in generale non mi piace. Quello che vedo sui giornali, o che sento in televisione, o che ascolto alla radio, non è esaustivo. Ci siamo trasformati tutti in un enorme, spassoso, caleidoscopico Grande Fratello, dove ciò che importa è la chicca.
Riporto il post che ieri ho scritto sulla mia pagina facebook:
I personaggi pubblici dovrebbero pensare un po' di più prima di parlare, ma anche i giornalisti devono darsi una regolata: questo non e' fare informazione.
Siamo in un momento in cui viviamo tutto con moltissima polemica. Ascoltiamo una notizia e dobbiamo per forza commentarla. Perché? La notizia per definizione è qualcosa di talmente intoccabile, di talmente indiscutibile, che non si dovrebbe poter commentare. Una notizia, per definizione, NON E’ OPINABILE.
ED ECCO ANCHE UN MEA CULPA. Se noi giornalisti oggi siamo criticati è anche per questo. Perché abbiamo cominciato a dare opinioni. Badate bene: non voglio mettere in discussione la libertà di espressione che è assolutamente intoccabile. Questo non c’entra. Ma se io voglio fare la giornalista, è mio compito informare su quello che accade intorno a me. In modo totale. Senza scegliere le notizie che a me piacciono o no.
I giornalisti sono i detentori primari dell’informazione ma diventano spesso e purtroppo anche i manipolatori della stessa.
Da qui il primo significato dell’informazione verosimile. Se nella notizia appare un commento (quindi un qualcosa di soggettivo), non è più una notizia, ma qualcosa di relativo. La relatività è data dal mio pensiero personale.
La professione del giornalista è cambiata molto. Una volta il giornalista era quello che stava per la strada a raccogliere informazioni. Perché era l’unico mezzo. Esisteva lo scoop. Il primo tra i colleghi che riusciva a trovare news succose, correva in redazione e la notizia usciva. E spesso erano notizie inedite perché il giornalista riusciva ad averle grazie a fonti che si era conquistato da solo. Oggi invece vince l’era del “ma tanto non c’è nulla da scoprire perché in un attimo tutto è a disposizione di tutti”. Quindi cosa può succedere? Che lo scoop bisogna crearlo… e per creare lo scoop dal niente occorre spettacolarizzare la notizia. Quindi? Se si spettacolarizza la notizia, viene da se’ che qualcosa sul fronte della verità si perde.
E soprattutto quando, nei discorsi più o meno istituzionali, “scappano” battute, queste diventano la notizia del giorno. E allora mi viene da dire: dove sono finite oggi le news sul lavoro, sugli esodati, sulle pensioni, sulle aziende che chiudono?
Volete sapere cosa ne penso? Che se da un lato non è ammissibile che un politico faccia battute del genere, è altrettanto inammissibile che la notizia venga cavalcata in questo modo.
Benissimo riportare anche le "cose più pruriginose" per assicurarsi una bella diffusione, però almeno che si parli anche di tutto il resto! E' questo che non concepisco, da giornalista.
(cliccate il link di seguito se volete vedere le mie interviste tra la gente)
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SONDAGGIO TRA LA GENTE: L'INFORMAZIONE IN ITALIA E' ATTENDIBILE?
Sondaggio tra la gente: l'informazione in Italia è attendibile? - Come vi informate? Attraverso internet, la tv, la radio o i quotidiani? - Perché? - Da testata a testata cambia la stessa notizia? E
Il mio sondaggio tra la gente: vi fidate dell’informazione in Italia?
