Non sta a me fare l’avvocato difensore, non ho studiato per farlo né credo che i politici abbiano bisogno di me per essere “tutelati”, ma a volte, avendo a che fare con “la politica” e soprattutto amando la politica, finisco per diventare un po’ il pungiball di tutti quelli che mi chiedono e talvolta accusano (indirettamente, ovvio) di quello che commettono gli esponenti del nostro Governo o delle nostre Amministrazioni. Come a dire a me: “Vedi tu che continui a correre dietro la politica, quante ne combinano quei farabutti-ladri-poco-di-buono?”.
E’ un discorso che faccio e farei sempre in linea generale, ma in questo caso, ecco qui, mi riferisco a questo caso particolare, forse molti di voi lo ricorderanno, quello della consigliera brianzola leghista, Donatella Galli, che non più di 2 settimane fa ha fatto un tantino discutere con il suo post su Facebook in cui inneggiava all’eruzione dei Vulcani affinchè distruggessero la "Terronia".
Premessa: io amo chi prima di criticare qualcosa o qualcuno approfondisce la notizia, e al di là della politica o del colore politico, io sono abituata a farlo. Quando ho letto, anzi, quando mi hanno riferito di questa dichiarazione gravissima e assurda, mi sono messa subito al telefono (con fonti certe) per sapere chi fosse questa donna che, al di là di essere leghista, dovrebbe quantomeno essere umana. Beh, nessuno ne sapeva niente. E già questa, lo ammetterete, è una cosa alquanto bizzarra. Dopo vari tentativi ecco una piccola delucidazione. Ebbene, tale Donatella Galli è una consigliera della Provincia di Monza e Brianza che, goliardicamente (?), aveva pensato bene di condividere una barzelletta (non originariamente riferita ai meridionali) e di metterla su Facebook parlando del Sud, ma senza augurare la morte di nessuno ("Ho preso un post un po' ridicolo con il Meridione scomparso e l'ho messo su Facebook - spiega Galli - quella dell'Italia spezzata a metà è la mia filosofia, altrimenti non sarei della Lega. Ma non voglio certo il Sud sprofondato, ho tanti amici al Sud e non mi auguro sciagure".). Da qui, dopo varie ricerche scopro che qualcuno (non penso certo tra i militanti del Carroccio), aveva pensato bene di restituire la goliardia e di fare un simpatico fotomontaggio e divulgare l’anatema incriminato, commentandolo con un non troppo originale “Quelli della Lega non si smentiscono mai”. E puff! Ecco il putiferio.
Lega o non Lega, idee discutibili o meno, che né io né nessuno è obbligato a condividere, il punto è un altro. Una delle prima regole del diritto di cronaca e della libertà di parola, se mi permettete, è quella della verifica delle notizie. Tutti noi possiamo e, ringraziamo il Cielo, dobbiamo poter dire la nostra, ma altrettanto dobbiamo e possiamo (perché oggi i mezzi per farlo sono tantissimi) verificare quello che circola, soprattutto in rete, soprattutto sui social network, soprattutto sui blog, e ci metto dentro anche il mio. Altrimenti succede questo. Io sono in redazione, passa un collega che mi dice “sai che Tizio o Caio ha fatto questo e quest’altro?” E io mi devo sentire libera di postarlo su Facebook o sul mio panepolitica? No. O meglio. Sarò libera di farlo se, dopo accurate verifiche, vengo a sapere per certo che ciò che quel collega mi ha detto corrisponde a verità. E se dopo aver appurato questo, ritengo valga la pena o sia interessante per la massa che mi legge, la notizia. Altrimenti, per pura dicerìa o pettegolezzo o sentito dire, scusatemi, ma non ci sto. E per favore credetemi. In questo caso si tratta di un affaire politico, ma sarei infervorata allo stesso modo se al centro dello scandalo ci fosse un passante appena conosciuto per strada. Facciamo attenzione. Con la tecnologia siamo tutti responsabili delle notizie che circolano.