Oggi leggo le notizie e sorrido.
Leggo dell’ira e dello scontro tra il Movimento 5 Stelle e la giornalista Milena Gabanelli. Prima era la loro conduttrice preferita, imparziale, super partes, l’unica che mettesse in evidenza le pecche della “casta”. Oggi però è un po’ meno gradita nella casa dei penta-stellati, perché la puntata di domenica scorsa di Report dedicata alla questione della trasparenza e dei finanziamenti ai partiti ha riguardato anche loro. E non in modo positivo. Altrimenti, forse, Milena Gabanelli sarebbe stata proposta per qualche altra-alta carica dello Stato. Umorismo a parte, perché, badate bene, sto scherzando davvero, Grillo non l’ha presa bene, e idem i suoi grillini che dall’immancabile piattaforma web lanciano anatemi del tenore di “traditrice”, “maestrina”, e chi più ne ha più ne metta. Ma come? Mi sembra un poco ingiusto. Milena non è la paladina dei cittadini? E allora che male c’è indagare un pochetto anche tra le mura grilline? Fintanto che si ha la coscienza pulita, nulla si ha da temere.
Ma per il comico Beppe questa non è l’unica gatta da pelare, ahinoi. Ora c’è anche lo spauracchio di un disegno di legge, quello firmato a 4 mani da Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, entrambi pd, la legge anti-movimenti, che in realtà non fa altro che riprendere e dare piena attuazione all’articolo 49 della Costituzione sui partiti, attribuendo loro personalità giuridica. Detto in soldoni: se non sei un partito, non puoi presentarti alle elezioni. Ergo: via i Movimenti come quello di Grillo. Ahia! Questa è tosta! Beppe urla allo scandalo e al provvedimento ad personam (la sua), il Pd, dal canto suo, fa sapere di non aver assolutamente intenzionalità punitiva né chiusura di partecipazione altrui, bensì solo voglia di trasparenza: perlomeno, con questa “svolta” sarebbe chiaro come “vivono” i partiti stessi. L’intento è nobile, sempre non sia invece solo una sterile scaramuccia tra avversari politici. Perché? Potrebbe essere?
E sempre a proposito di soldi (nostri) ai partiti, il primo segnale arriva dalla Lega Nord, che dopo una stagione burrascosa e dopo il non-indifferente cambio di leadership, persegue con i suoi segnali di cambiamento e pulizia. “Rinunceremo al finanziamento pubblico”. Dopo aver nominato Flavio Tosi e Matteo Salvini suoi Vice in attesa del Congresso, Roberto Maroni ha fatto sapere di aver approvato, con il suo Consiglio Federale, la bozza di bilancio (molto severa) nella prospettiva di avere zero rimborsi dall’anno prossimo.
Oggi leggo le notizie e sorrido.
Sorrido mentre leggo la notizia numero 1 perché le querelle, quando non c’è nulla di grave mi riportano al mondo del gossip e mi incuriosisce sapere come andrà a finire; sorrido mentre leggo la notizia numero 2 perché dopotutto, alla Costituzione fa comodo attenersi, a volte; sorrido mentre leggo la notizia numero 3 perché forse dal mio portafoglio usciranno meno soldi.
Chi litiga e chi fa, chi propone e chi nicchia, chi urla e chi si dispera. Un caleidoscopio di colori e di gusti, di sfumature e variazioni. Quanto è bella la politica!


