E' divertente questo Governo delle larghe intese, questa sera mi ha tirato su il morale.
Sono davanti alla televisione, sintonizzata su Rai2 sulla trasmissione firmata e condotta dal collega Nicola Porro: esilarante. Chi, Porro? NO, il Governo delle larghe intese. Questa sera in studio rappresentato da Daniele Capezzone, Popolo della Libertà, nonchè Presidente della Commissione Finanze della Camera, e Stefano Fassina, Partito Democratico, nonchè vice Ministro all'Economia.
Dopo circa 5 minuti o forse meno, Capezzone ha dovuto dire addio a quello che, a inizio di puntata, aveva definito fioretto laico, ossia la promessa (fatta non si sa a chi), di non litigare con il "collega" (e alleato, aggiungerei io - il che mi pare ancor più significativo - ), Fassina.
Se siamo convinti che conoscere e sviscerare numeri, quando si parla di economia, sia sufficiente per dire (e far comprendere) la verità, dobbiamo ricrederci, o meglio, dobbiamo sempre contro-verificare, perchè, dopo 10 minuti (vi mostro anche virtualmente la "scaletta" della puntata) e dopo 80 numeri diversi, la partenza del discorso era sempre la stessa. Ovviamente il pomo della discordia e la pietra dello scandalo era ed è sempre e solo l'Imu. Anche ora che non esiste più, se ne parla sempre. Un incubo, una congiura, un anatema. Si parla addirittura più di Imu che di Berlusconi, il che non è poco, perchè se non ricordo male fino a poco tempo fa Berlusconi era la parola più nominata in assoluto insieme a Coca Cola.
Ora salta fuori, attenzione perchè questa è una notizia, che le riforme sono possibili solo quando c'è un solo colore, ossia: le riforme NON SONO POSSIBILI con un Governo misto, ossia con un Governo di larghe intese, ossia, con un Governo come quello che c'è in carica oggi.
Un'anomalia, insomma. A partire da questa strana alleanza e dallo strano meccanismo di elezione a cui ci siamo nostro malgrado, abituati, Quale? Quello per cui, forse ce ne siamo scordati, da 2 anni il Governo che ci sta "guidando" non è quello scelto da noi. Ahi ahi ahi, una sorta di democrazia rivista e rivisitata. Non solo. Dal 2005, quindi da 8 anni, pure i parlamentari non sono scelti da noi, perchè con il Porcellum esistono i listini, non certo stilati dai cittadini, e lungi da me rivangare il momento dell'approvazione della legge elettorale, questo meccanismo non è stato ancora cambiato, quindi la volontà viene a mancare. Quindi noi dobbiamo adeguarci e rassegnarci a NON scegliere.
Dunque dunque, ricapitoliamo. I parlamentari non sono scelti da noi, e neppure il Premier è scelto da noi. Aspettate, aspettate, non è finita! Nemmeno il partito che deve governarci è scelto da noi!
Abbiamo applaudito Mario Monti quando è stato nominato da Giorgio Napolitano. Sì, per poi ricrederci. L'abbiamo applaudito perchè con la sua ascesa automaticamente abbiamo assistito alla caduta di Silvio Berlusconi.
Abbiamo applaudito a Enrico Letta quando è stato nominato sempre da Giorgio Napolitano. Abbiamo DOVUTO applaudire alle larghe intese perchè comunque alternative non sembravano esserci.
Ora a cosa dobbiamo applaudire? Allo show. Quello della Rai di stasera, che comunque mi ha fatto divertire. Bravo Porro, ma bravi Capezzone e Fassina. Anche se non ho capito molto dei passi avanti fatti dal vostro Esecutivo, almeno, lo ripeto, mi avete fatto divertire. Quanto amo la politica!


