Legge ad personam. Non solo questo, ma anche, se vogliamo, quella che confina con il conflitto di interesse. Stiamo parlando dell’ex Premier Silvio Berlusconi? No. Del rivoluzionario Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle e promotore dell’auspicato e difficile cambiamento della politica italiana. Che, ogni tanto deve fare i conti con il suo passato da mattatore televisivo e con le sue magagne fiscali. Brutta notizia dalla commissione tributaria della provincia di Genova. Grillo aveva fatto ricorso per la restituzione di 577.296 euro versati come Irap dal 2007. Ma i soldi non gli verranno restituiti, come stabilito da una sentenza del 14 novembre 2012. Il comico sosteneva di aver svolto il suo lavoro di artista in maniera autonoma e di non essere dunque costretto a pagare l'imposta, ma i giudici genovesi hanno stabilito invece che Grillo si sia avvalso del lavoro di collaboratore e che quindi la sua attività non fosse autonoma. Perciò: niente soldi indietro. E fin qui tutto bene (si fa per dire, non troppo per le tasche del leader del Movimento). Ma, e ora la comicità sfocia nell’affaire politico, due giorni dopo la sentenza, sul sito del Movimento Cinque Stelle compare un post a firma di Marino Mastrangeli (candidato Senatore del Movimento) che così recita: «Aboliamo l'Irap, imposta rapina che tassa imprese anche in perdita e penalizza chi ha più lavoratori. Propongo di presentare nella prossima legislatura, tramite i parlamentari del Movimento 5 Stelle, un progetto di legge per abrogare l'Imposta Regionale sulle Attività Produttive, compensando questo ingiusto gettito fiscale con l'eliminazione totale degli sprechi di denaro pubblico dello Stato italiano (eliminazione già prevista nel Programma Politico del M5S)». Curiosa coincidenza.
Non per voler essere a tutti i costi maligni, ma ammettiamo che il dubbio che la proposta sia avallata da necessità “personali”, viene. Ca va sans dire: togliamo l’IRAP, così non dovrò più versare il saldo dovuto. Perché pare, comunque, che Grillo non sia intenzionato ad abbandonare la carriera artistica per la Cosa Pubblica. “Io non posso e non voglio entrare in Parlamento, sono un delinquente e non voglio fare il curatore fallimentare, voglio fare il comico”. Se lo dice lui. Che anche Grillo sia incappato nel vortice perverso delle leggi fatte su misura, una malattia (si dice) tutta italiana? Benvenuto nel sistema.
TANTO PER SAPERE - Quando era solo un comico Beppe Grillo incassava circa 2,5 milioni di euro all'anno. Poi ha aperto il blog, ha dato vita al suo Movimento e ha sfondato la soglia dei 4 milioni.
TANTO PER CONOSCERE - La locuzione legge ad personam è entrata nell'uso comune in Italia a seguito del primo decreto legge, DL. 694/84, a favore di un'azienda privata (il 20 ottobre 1984); da quel giorno politici e giornalisti ne hanno fatto un largo uso, in particolare durante la XIV Legislatura della Repubblica Italiana.