E’ saltato il confronto televisivo tra i 6 leader delle coalizioni (e partiti) che prenderanno parte alla competizione elettorale di febbraio. Sabato avremmo potuto gustarci un paio d’ore e ancor di più di show, seduti comodamente sul divano, con patatine e coca cola a portata di mano, telecomando e telefono in modalità silenziosa, e seguire uno dei dibattiti che a mio parere sarebbe stato (almeno sulla carta) tra i più interessanti degli ultimi tempi. Perché? Ma volete mettere?
La “squadra” è la seguente. Silvio Berlusconi, che a dispetto di tutto e tutti è tornato. Lo criticano? Lo insultano? Lo ridicolizzano? Poco importa al Cavaliere, che sembrerebbe essere in pista più carico che mai e intenzionato a percorrere una strada piena di ostacoli (tradotto in termini pratici, i punti in più del centrosinistra nei sondaggi), per cercare di abbatterli piano piano. E, sarà per l’abilità comunicativa, sarà per fortuna, ma in effetti la scalata è nel pieno. Poi Pierluigi Bersani. A detta di molti sarà lui il nostro nuovo Premier. E allora dobbiamo provare a pensarlo in questo modo. O almeno proviamoci, visto che per lui sarebbe la prima volta. E’ un po’ la voce fuori dal coro dei politici di questo momento, l’unico che non parla di riduzione delle tasse etc etc etc. Una scelta più coerente, o la volontà già (non troppo) velata di continuare a chiedere sacrifici a tutti noi? Parlando di tasse viene spontanea l’associazione a Mario Monti, che, per un obiettivo giusto o sbagliato, ancora non si è capito, le imposte non ce le ha certo risparmiate. Se i primi due, Berlusconi e Bersani, sono o amati o odiati, Monti sta un po’ nel centro, come la coalizione di cui è rappresentante. Chi l’ha capito quanto e come è mal sopportato (o no) il Professore? Mah.
Questa la parte “vecchia”, non me ne vogliano i candidati, intendo dire la parte già avvezza alla cosa pubblica perché in campo da tempo. Rimangono gli esordienti, così come li definisce il quotidiano “La Repubblica”. Sarebbero proprio loro i non-idonei al dibattito politico in tv, non tanto per negligenza o incapacità personale, ma perchè, stando al regolamento della Commissione di Vigilanza, lo spazio in tv è riservato a chi è leader di una coalizione, e non di un partito che viaggia in solitaria. Beppe Grillo, professione attore. Ora leader, ops, animatore del Movimento 5 Stelle. Antonio Ingroia, professione magistrato. Ora ideatore di Rivoluzione Civile. E Oscar Giannino, giornalista. Ora a capo di Fare per fermare il declino. Vecchio vs nuovo?
Caspita, sarebbe stato bello vederli tutti insieme. Bello e gustoso. Volete mettere assistere a un confronto tra Berlusconi e Prodi, come fu nel 2008, rispetto a quello che avrebbe potuto essere una vera e propria battaglia navale? Io propongo una raccolta firme, gli italiani hanno bisogno di questo show. Secondo me, alla fine, alle urne, ci andrebbero più volentieri.
(Di seguito un estratto di "Primo Tempo News" di stamattina, in onda su Class Tv)
/http%3A%2F%2Fi4.ytimg.com%2Fvi%2FcikQeJ0kKmw%2Fhqdefault.jpg)
ELEZIONI 2013 - I LEADER E IL CONFRONTO MANCATO.avi
Nella puntata del 30 gennaio 2013 della trasmissione PRIMO TEMPO NEWS in onda su CLASS TV, canale 27 del digitale terrestre, si parla del mancato confronto tra i leader delle coalizioni che ...
Un estratto dalla trasmissione PRIMO TEMPO NEWS, in onda dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 9 su CLASS TV, canale 27 digitale terrestre