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La politica vista dalla gente (e da Manuela Donghi)


CHI E' CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO - una realistica riflessione sulle donne e intervista all'On. Elena Centemero (Pdl) -

Pubblicato da Manuela Donghi su 11 Marzo 2013, 17:18pm

CHI E' CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO - una realistica riflessione sulle donne e intervista all'On. Elena Centemero (Pdl) -

Per una bella notizia ce n’è subito un’altra decisamente deprimente. Non mi vengono in mente sinonimi per commentare un servizio mandato in onda dal programma le Iene sulle belle donne in politica (aspiranti).

(Vi lascio il tempo di guardare il link sotto)

Guardato? Ok. La domanda di oggi è: Parlamento in rosa? Ebbene sì, il 30% di donne varcheranno i cancelli di Montecitorio e di Palazzo Madama questa settimana per dare il via alla nuova legislatura, e speriamo non sia veramente breve come dicono, perché altrimenti il sogno delle suffragettes moderne svanirà ancor prima di iniziare.

Ma davvero ancora una volta siamo di fronte al binomio bella donna-zero cervello? Beh, dirò qualcosa di molto maschilista: fino a quando ci saranno donne che si vantano di essere viste in questo modo, ce lo meritiamo tutti, eccome! Mi innervosisce molto questo discorso assolutamente sessista, perché noi che ci vantiamo di essere un popolo liberale e di conseguenza libero da condizionamenti, siamo ancora invece ancorati a pregiudizi, anzi, macchè pregiudizi! A fasci di erba che non lasciano spazio a differenziazioni. Le donne belle? Tutte sceme! Epperò, ragazze mie, un po’ ce lo cerchiamo! Vuoi fare politica? Bene. Non sai nulla di politica? Bene. Sei furba? No! Su, almeno non lo dire, bluffa, fino all’impossibile, soprattutto se a intervistarti sono quelli di un programma come Le iene: fare buon viso a cattivo gioco, forse una delle prime regole “politiche”, non te l hanno spiegato gli amici che ti “spingono a scendere in campo?” Mmm, no, pare di no. E allora via, sentiamoci in diritto di mostrare apertamente non solo l’ inadeguatezza al ruolo, ma anche il lato meno “eticamente corretto”. Siamo a cavallo.

Sapete perché me la prendo? Non tanto perché questo ennesimo episodio rischia di far breccia nel cuore di persone che ne sanno (di queste non ho paura) ma quanto nel cuore di quelle che non ne sanno, e che aggiungono, tassello dopo tassello, pezzi inquietanti al quadro già poco gradevole, e devastanti per la nostra autostima. Badate bene, non solo quella delle donne, ma degli italiani tutti. Suvvia, ometti, davvero non vi scoccia essere associati a donne così? Forse dopo tanto mal-dire pensate davvero che le donne (soprattutto quelle belle) siano quasi lobotomizzate?

Tra il serio e il faceto ho parlato con l’On. Elena Centemero, Popolo della Libertà.

On. Centemero, lei è in politica da quanti anni? Perché ha deciso di fare politica?

Decisi di iscrivermi a Forza Italia quando il Presidente Berlusconi scese in campo. Il sogno di cambiare il mio Paese, di renderlo più europeo e più liberale hanno da sempre animato la mia passione politica e l'amore per la mia terra, la Lombardia e la Brianza. Il Presidente Berlusconi, conoscendo il mio impegno, la mia dedizione e la mia onestà, ha voluto che io fossi una delle poche donne, come Mariastella Gelmini, a ricoprire un delicato incarico politico. Nel 2010, dopo tanti scandali, mi é stato chiesto di diventare Coordinatore Provinciale del PDL di Monza e Brianza con il compito di rinnovare il mio partito e di guidarlo con trasparenza. Così ho fatto. Ora sono Coordinatore Nazionale della Cultura, della Scuola e dell'università del PDL e sono stata la prima donna nelle liste del PDL in Lombardia 1 nelle recenti elezioni politiche.

Come si è preparata? A chi si è ispirata quando ha deciso di scendere in campo?

Ho sempre insegnato alle mie alunne che la competenza, l'impegno serio ed appassionato ed essere se stesse sono la chiave per raggiungere i propri obiettivi a scuola, nel lavoro e soprattutto nella vita. Ed io, in prima persona, ho seguito questo insegnamento. Ho studiato molto, approfondito i temi e i problemi, mantenendo uno sguardo libero ed umano verso le persone e le questioni. Sebbene il mio orientamento politico sia diverso rispetto al suo, mi sono sempre ispirata a Nilde Iotti. Nilde Iotti credeva che democrazia significasse rendere tutti partecipi della vita pubblica, a iniziare dalle donne e dai giovani. Lei diceva: “La mia vita è stata seria”, una donna che è diventata grande attraverso la propria sofferenza, attraverso la capacità di tramutarla in azione, in determinazione e in passione sia nella vita politica che in quella privata. Le donne in politica erano poche all'epoca della Costituente, ma che donne! Con Nilde Iotti, c’erano Noce, Federici, Gotelli. Donne che nel Pci e nella Dc si sono battute perché fosse finalmente sancita nella nostra Carta l’uguaglianza tra uomini e donne, perché da quel principio non si potesse più tornare indietro, perché tutte noi donne di oggi non dovessimo più soffrire le ingiustizie, le discriminazioni, le frustrazioni che loro avevano vissuto.

Come commenta chi vuole fare politica senza avere “né arte né parte”?

Le Istituzioni meritano rispetto e serietà. Sono il tessuto forte ed alto della democrazia. Meritano competenza e gratuità.

Facciamo un elenco dei primi 5 punti-regole che una donna deve osservare per avere una brillante carriera politica!

- avere sempre il sorriso sulle labbra e la determinazione delle proprie idee nel cuore

- essere umili e farsi piccole, piccole per raggiungere il proprio obiettivo

- non dimenticarsi della propria umanità

- sentirsi superiori agli uomini: tutte le cose belle sono al femminile!

- studiare, studiare, studiare, studiare!

Come dice Lella Costa: "dietro ad un grande uomo c'é una donna stupefatta di come mai sia davanti a lei!"

CONSIGLIATO DALL'ON. CENTEMERO:

Il Corso "Donne, politica e Istituzioni" attivato dall’Università degli Studi di Milano, su iniziativa del Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un percorso formativo per la diffusione della cultura di genere nelle istituzioni culturali, sociali e politiche finalizzate a qualificare e aumentare la presenza e la partecipazione delle donne nella vita attiva. Il Corso è cofinanziato dall’Università degli Studi di Milano e dal Dipartimento per le Pari Opportunità. L’Onorevole Elena Centemero è una delle allieve.

Nella foto l'On. Elena Centemero (Pdl) in Parlamento

Nella foto l'On. Elena Centemero (Pdl) in Parlamento

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M
D'accordissimo davvero, Max. In fondo è quello che volevo trasmettere io con il mio post. La festa della donna in realtà deriva da una storia tragica (vera o leggendaria, ancora non si sa) sulle donne. Il fatto è che è vero, in generale, enfatizzare categorie o diritti che dovrebbero essere semplicemente tali, è paradossale. (un po' come, politicamente parlando, le quote rosa. Quote rosa??? Ma c'è bisogno di "fare leggi" per far entrare le donne in politica?). Grazie per la riflessione.
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M
A me - e lo dico da uomo - scoccia di più che sia permesso a chiunque (bella/o o brutta/o) di poter arrivare ad essere candidata/o o anche solamente in lista per qualcosa senza aver le minime basi cognitive per espletare l'eventuale mansione ricercata. L'essere bella + scema è solo una fantasiosa aggravante che deve sopportare una femmina nella società dell'apparire, che ha sì però la non scusante di aderire anche (ma non solo) ad una tv che spesso (ma non sempre per fortuna) la esalta a suppellettile - stupendo d'accordo - ornamentale: le vallette, le pupe, le letterine <br /> La donna stupida è solo la resa di un sesso che ha capito - ed evidentemente percepisce dei segnali in tal senso - che per avere una &quot;facilitazione&quot; o &quot;spintarella&quot; deve solamente mostrarsi, darsi anziché dire, parlare, studiare. Tutto ciò è ancora più triste perché da questo modus operandi ne esce sempre vincitore il sesso maschile, ché impone un ampio monopolio sessista ancora e - ahimè - soprattutto nel 2013 rispetto anche solo ad un secolo fa. La festa della donna, è un lampante esempio del complesso d'inferiorità delle donne. L'uomo ha una sua festa ? Il 2 agosto ? Ma per piacere. <br /> Il discorso è ampissimo. Questi non sono che abbozzi superficiali ma tangibili nel vivere quotidiano.
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