Voi chi buttereste giù dalla torre? E quindi, al contrario, chi vorreste come candidato Premier per il centrosinistra? Il tradizional-blasonato Pier Luigi Bersani o il giovane-nuovo-rampante Matteo Renzi? Se siete già pronti a scommettere che, visti i risultati del primo turno delle Primarie, vincerà certamente Bersani, occorre invece stare “schisci”, come si dice dalle mie parti. Sì, perché, e i precedenti insegnano, nulla è detto… al ballottaggio è tutto da rifare, e il sindaco di Firenze potrebbe anche regalarci sorprese inaspettate.
Ma, lungi da me emulare Frate Indovino, vorrei condividere con voi una riflessione, che non è per niente originale, e che sicuramente è passata anche nelle vostre teste. Ed è la seguente. Noi cittadini chiediamo il nuovo, chiediamo la svolta, chiediamo il ricambio generazionale. In un periodo di grande, enorme disaffezione della politica, questa sembra quasi una conditio sine qua non. Su questo siamo tutti d’accordo? Si? E invece a me non pare proprio.
Perché, se siamo tutti d’accordo, i cittadini invitati a scegliere, hanno deciso di appoggiare ancora una volta Pier Luigi Bersani, classe 1951, già Ministro fin dal 1996 e in Parlamento praticamente da allora?
In politica i 30enni sono considerati giovani, e per carità, lo sono. Ma in politica, “giovani” finisce per essere sinonimo di “inesperti” e quindi di “non affidabili”. E allora? Come uscire da questo enpasse? Davvero, cosa preferiamo? Una classe politica 50/60enne o 30enni di buone speranze che possono tentare di dare speranza anche a noi?
Troppo giovani per fare politica e che quando invece possono farla sono ormai diventati vecchi? Decidiamoci, almeno noi, in cuor nostro.
PIER LUIGI BERSANI – IN BREVE
Segretario del Partito Democratico dal 2009, sposato dal 1980 con Daniela Ferrari, ha due figlie. Si è dedicato per breve tempo all’insegnamento, ma la sua grande passione è la politica. Tra le fila del PCI, nel 1990 diventa vice presidente della Giunta dell’Emilia Romagna, Nel 1996 è Ministro dell’Industria nel Governo di Romano Prodi. Nel 2001 per la prima volta eletto deputato con i DS e nel secondo Governo Prodi Ministro dello Sviluppo Economico, fino alla caduta anticipata nel 2008. Dalla fine del 2011 Bersani con il suo Partito è uno dei sostenitori del Governo tecnico di Mario Monti. IL PROGRAMMA ELETTORALE è soprattutto incentrato su una revisione della politica fiscale per alleggerire i prelievi su redditi da lavoro e impresa. Lo sgravio dovrebbe portare a maggiori investimenti nella produttività e quindi ad un aumento dei posti di lavoro. Prevede poi un sostegno per le famiglie, mentre sul fronte dell’istruzione pensa alla valorizzazione degli insegnanti e ricercatori. Promette la cittadinanza ai figli di immigrati e il riconoscimento delle unioni di fatto.
MATTEO RENZI – IN BREVE
Ha 37 anni. Inizia lavorando nell’azienda di famiglia, la Chil srl e cura la distribuzione del quotidiano La Nazione, in provincia di Firenze. Diventa Direttore della rivista R/S Camminare e sposa Agnese, con la quale ha tre figli. La passione per la politica lo porta a fondare, nel 1996, il Comitato Prodi, e si iscrive nello stesso anno al Partito Popolare Italiano, diventandone segretario. Nel 2001 diventa coordinatore del Partito La Margherita. Il suo primo grande successo elettorale arriva nel 2004: diventa il Presidente della Provincia di Firenze, carica che manterrà fino al 2009, quando viene eletto sindaco di Firenze a “soli” 34 anni. IL PROGRAMMA ELETTORALE è incentrato sul lavoro: favorire l’occupazione dei giovani e risolvere il problema del precariato, concedendo dei bonus alle aziende che assumono a tempo indeterminato. Per i diritti umani, Renzi promette pari diritti per le coppie non sposate, mentre sulle infrastrutture prevede un ammodernamento delle stesse, puntando sul trasporto pubblico locale e sull’efficienza energetica.