Va bene, è vero, avevo detto di non disperare, che tutto si sarebbe sistemato, invece le brutte notizie fioccano e imbiancano il 2013 ancor prima che inizi sul serio. Anno nuovo tasse nuove, altro che vita nuova, sperando che il cotechino e le lenticchie che abbiamo mangiato al cenone di San Silvestro, almeno per questa volta, possano sortire il loro effetto. Perché di soldi ne avremo bisogno. In attesa che qualcuno, dai grandi Palazzi, arrivi, dopo febbraio, a portare un po’ di prosperità.
Signori e signore, ecco i 3 debutti (di cui due riguardano direttamente o indirettamente le nostre abitazioni).
1. IVIE: dal 1º gennaio è in vigore l'imposta sugli immobili all'estero, che l'anno scorso, in extremis, il governo aveva rimandato. La pagheranno tutti i residenti in Italia che possiedono un immobile all'estero, con un'aliquota dello 0,76%, pari cioè all'Imu-seconda casa.
2. TARES: Da qualcuno viene già definita l’imposta-tormentone dell’anno. E’ la nuova tassa sui rifiuti che sostituisce la Tarsu e la Tia, e si pagherà ad aprile. Aumenterà il carico fiscale delle famiglie. Si calcolerà sulle dimensioni delle abitazioni e sarà divisa, per chi vorrà, in quattro rate. Diversamente si potrà pagare interamente a giugno. Attenzione: i comuni potranno decidere anche un ulteriore aumento.
3. TOBIN TAX: E’ l'imposta sulle transazioni finanziarie e sarà in vigore dal 1º marzo. Si applicherà per un importo pari allo 0,22% su tutti i trasferimenti di azioni e titoli partecipativi, con aliquota ridotta allo 0,12% se lo scambio avviene sui mercati regolamentati.
Poveri noi! E che dire delle altre tasse che magari ancora devono arrivare? C’è molta confusione e preoccupazione sull’ipotesi che il prossimo Governo possa introdurre un’imposta patrimoniale. Gennaio e febbraio saranno due mesi di transizione, in attesa di sapere chi arriverà a Palazzo Chigi. Ebbene….. tocca informarci su questo fronte. Cosa intendono fare i vari candidati alle elezioni per alleggerire un tantino le nostre spese? Per ora sappiamo che Silvio Berlusconi vuole abolire l’IMU, ma a questo punto non basta. Mario Monti dichiara: ''Ridurre la tassazione sul lavoro e parallelamente la spesa pubblica''. Questo basta? Se ci tolgono l’IMU ma ci mettono altre tasse, cosa abbiamo risolto noi? O perlomeno, visto che i soldi da qualche parte devono entrare, saremo aiutati in altro modo?
Ecco la prima risposta. Pare che non ci saranno solo note dolenti. Fino a giugno sarà possibile usufruire di sconti su lavori di ristrutturazione (la detrazione è ora del 50%, poi scenderà al 36) e sembra che stiano per scattare nuovi sconti per i figli a carico. C'è poi l'aspettativa di un calo delle tasse su famiglie e imprese: il fondo sarà rimpinguato con la lotta all'evasione che vedrà in campo il nuovo redditometro.
Tout vient a point a celui qui sait attendre. Attendiamo.
