Ma che bello.
Oggi è Pasqua, per molti un giorno come un altro, ma per molti un giorno in cui ricordare e celebrare la Resurrezione del Signore. Sia che apparteniamo alla prima “categoria”, sia che apparteniamo alla seconda, mettiamola così. Oggi è primavera. E in primavera tutto fiorisce.
In primavera si comincia a sentire il tepore del sole che scalda la pelle e le ossa, in primavera le giornate sono più lunghe e tutti noi ci carichiamo di un nuovo e potente vigore. Tendenzialmente va in questo modo.
La settimana appena passata, però, ha riportato a casa nostra l’inverno e il freddo più rigidi che io ricordi.
Oggi entro in Internet, velocemente, prima di dedicarmi al relax della mia giornata libera, e vedo un terreno tutto seminato di odio e guerra e morte. Ma oggi più che mai lo scenario dovrebbe essere ben diverso. Perché oggi, prendiamola simbolicamente, è il giorno dedicato alla Rinascita.
Eppure i titoli delle notizie raccontano un’altra storia.
A volte credo che un giornalista, come uno psicologo, debba smaltire ciò che incamera quando, per dovere professionale, deve informare su fatti simili.
E’ stata una settimana pesante, per tutti noi. Nessuno può avere la ricetta ideale per evitare che le notizie salienti siano di questo tenore, ma nel giorno di Pasqua, in un giorno in cui tutti ci facciamo gli auguri, in un giorno in cui, come per qualsiasi ricorrenza, ci sentiamo gli uni più vicini agli altri, il mio auspicio è che chi di dovere possa trovare presto una soluzione.
Non è Natale, ma vale scrivere una letterina con i desiderata? Boh... Ma sapete che vi dico? Io lo faccio lo stesso!
Via gli egoismi, via gli orticelli personali, via il “io sono il più bravo”. Vogliamo coordinamento, vogliamo giustizia, vogliamo regole, vogliamo rispetto. Vogliamo che non si smetta di parlare di questo pericolo e di questo dramma. Nemmeno quando l'ennesimo shock si sarà attutito e sarà poi evaporato. Vogliamo avere coraggio, che ora manca. Quel coraggio che ha lasciato il posto alla paura. Perché è inutile girarci intorno. La serenità è un’altra cosa.
Ma oggi facciamo finta che sia così. O meglio, prendiamo il bicchiere mezzo pieno e brindiamo.
Che sia, comunque, un giorno felice per tutti.

