Questo non vuole essere un post come un altro. Diciamo che vuole essere un piccolo grande sfogo per alcune vicende che, quando accadono, ci lasciano senza respiro.
Già di per sé la parola ACIDO fa paura. Di qualsiasi ACIDO si tratti. ACIDO come carattere nevrotico e nervoso. ACIDO come droga, ACIDO come sostanza irritante e corrosiva.
In qualunque misura si prenda la parola etimologicamente parlando, dall'ACIDO ci si scansa.
Non ha potuto scansarsi Stefano Savi, il giovane aggredito da Martina Levato e Alexander Boettcher, coppia diabolica e ora chiacchierata. Chiacchierata non tanto per il processo in corso ma per il bambino che hanno concepito insieme.
E non si è scansata dall'ACIDO Lucia Annibali (mai dimenticare), avvocato rampante di 38 anni, salva per miracolo, colpita da moderni sicari pagati dall'ex amante, mai arreso di fronte alla fine della relazione voluta dalla donna. "E' andata così, che ci vuoi fare?", avrebbe mimato in Tribunale Luca Varani ai tempi delle dolorose (in tutti i sensi, non per lui) udienze che l'hanno condannato a 20 anni di reclusione. Ho letto il libro e lo consiglio.
Certo è che, a ben guardare, nulla vale, men che meno le parole, quando ci passano davanti agli occhi foto come quelle di cui sotto.
ACIDO.
E noi stiamo a discutere di maternità.
Meglio osservare un minuto di silenzio. O anche qualcuno di più.
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Acido, il medico di Savi: "Danni permanenti alla vista e al tatto"
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