Questa sera sono stata invitata dal collega Leandro Diana a partecipare come ospite/opinionista alla trasmissione “Funamboli” in diretta nazionale sull’emittente televisiva 7Gold. Il tema della puntata sarà, guarda caso, la querelle intorno alla riforma del lavoro, crisi, fisco e chi più ne ha più ne metta.
E’ tutto collegato, sarà necessario districarsi tra:
ABOLIZIONE ARTICOLO 18
L’ Abolizione dell’articolo 18 significa nuove assunzioni? Significa nuovi investimenti? Meno disoccupazione? I lavoratori saranno finalmente aiutati e avranno gli stessi diritti o è solo l’ennesimo tentativo di tentare una riforma che invece verrà ostacolata dai soliti noti o ignoti? Insomma, lo storico Articolo 18 è un reale problema o un falso problema?
TASSE
Ce n’è una all’orizzonte che al momento spaventa, viste le previsioni di spesa: la TASI, da saldare il prossimo 18 ottobre. Secondo la CGIA di Mestre sarà molto più salata della sua antesignana IMU, almeno in un Comune su due. Questo almeno nel caso in cui i proprietari di prima casa abbiano un figlio convivente. Altrimenti potrebbe anche essere più leggera. Però la tassa c’è e occorre cominciare a risparmiare, se già non l’abbiamo fatto.
Ma stasera, in trasmissione, sarà necessario anche parlare e riflettere circa la tassazione a cui sono sottoposte le imprese, che non ne possono più. E qui si torna a una delle domande di partenza: siamo sicuri che anche qualora non ci fosse più l’Articolo 18 le aziende assumerebbero senza problemi? Non è che le assunzioni sono bloccate a causa della crisi ancora non risolta e a causa delle sempre più frequenti imposte? O magari anche per i debiti che la pubblica Amministrazione ha nei loro confronti?
DEBITI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Altra polemica. Il premier Matteo Renzi ha assicurato che i soldi ci sono e che l'impegno è stato mantenuto. "Tutti coloro che hanno avuto un debito e devono avere dei soldi possono averli iscrivendosi al sito del ministero dell'Economia. Chi va sul sito del governo trova la pratica per poter ricevere i denari. Intanto i soldi ci sono e quindi il 21 settembre l'impegno a pagare i debiti 2013 è mantenuto". E’ veramente così? E se anche fosse, quando si potranno incassare i soldi? Questi soldi bloccati per troppo tempo, a vostro parere, non hanno piuttosto contribuito a logorare le nostre imprese? Le imprese non devono del resto pagare le tasse nei termini indicati dallo Stato (altrimenti sono guai), mentre al contrario i termini non sono stati rispettati da quest’ultimo? (e non solo dal Governo attuale, questo è un problema radicato dei vari Esecutivi).
E da qui una riflessione più generica sulla Riforma della Pubblica Amministrazione: da quanto tempo diciamo che bisogna colpire le assunzioni statali in eccesso e quindi inutili, i furbetti etc etc? Perché non è stato ancora fatto?
FEDERALISMO FISCALE
La chiamano la “beffa del federalismo”. Si parla di boom delle imposte locali con il taglio dei trasferimenti. Si parla di un decentramento che fa crescere gli squilibri. Corretto. Ma la domanda è: questo è il vero federalismo che si voleva ottenere? Quanti sanno che il vero federalismo avrebbe dovuto essere approvato quando Silvio Berlusconi cedette il posto al tecnico Mario Monti alla fine del 2011, e che quindi di fatto il provvedimento come era stato studiato venne insabbiato? Se è vero che gli Enti locali hanno assunto maggiore competenze, è anche vero che lo Stato Centrale ha la facoltà (e lo fa) di bloccare i LORO soldi: questo non è già di per se’ qualcosa che deve far riflettere?
PATTO DI STABILITA’
Fondi bloccati. Soldi che gli Enti locali (virtuosi) hanno risparmiato ma che non possono essere utilizzati a beneficio di chi dovrebbe avere un tornaconto immediato, ossia i cittadini. Che se la prendono con i Sindaci, con i Governatori, giustamente. Amministratori che però, altrettanto giustamente, non possono fare granchè per le mani legate dai lacci imposti dalla Stato. Non è questo un danno per le risorse che esistono ma che non possono essere sfruttate? O che vengono sfruttate per aiutare chi non se lo merita? Non sarebbe il caso di cominciare a distinguere tra formiche e cicale?
MERITOCRAZIA
Tutto porta qui. Cambiamo la nostra mentalità. Ho detto niente? Eh lo so. Penso che purtroppo questo rientri nella categoria “rimedi utopici”. Ma possiamo provarci e insistere. Una meritocrazia che deve partire dalla classe politica. Tolti gli abbondanti privilegi e vitalizi assurdi, inutile ad esempio parlare di taglio degli stipendi per Parlamentari e affini se non facciamo prima una pulizia meritoria. Mettiamo la presenza obbligatoria in Parlamento, sanzioni per chi non la rispetta, controlli a tappeto. Solo chi supera questi paletti può restare. E allora sapete che vi dico? Se davvero ci sono le basi e le qualità, posso anche dare i miei soldi a chi, in virtù della vera passione politica, rinuncia ad un lavoro fisso, ad esempio. Altrimenti non ci sto. Cosa ne pensate?





