Alle ore 17.35 è arrivato il responso: Giorgio Napolitano ha conferito l’incarico di Governo al segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani. Un mandato esplorativo che, nel più breve tempo possibile, deve riuscire a tradurre gli intenti in fiducia. Bersani la chiederà al Parlamento, come vuole la prassi e come già aveva annunciato dopo la lunga consultazione di ieri al Quirinale: “Mi rivolgerò a tutte le forse parlamentari”. C’è da immaginarsi che molto probabilmente la fiducia arriverà. Basta fare un rapido calcolo: stando alle parole e a quello che Berlusconi chiama “senso di responsabilità” , la coalizione di centrodestra darà il suo ok. Il Movimento 5 Stelle non si smuoverà, quindi sarà un no, a meno che, e questa è una piccola lieve apertura dell’ultimo momento, Bersani non rinunci ai rimborsi elettorali. Ma il leader dei democratici, ora Premier pro-tempore non si crede voglia rinunciare a tutte le entrate statali, piuttosto proporrà un ridimensionamento. Forse al tavolino con i Grillini sarà questa la prima carta da girare e scoprire. Se sotto quella carta si nasconderà un due di picche o un jolly, sarà da vedere. Però, come si diceva poco sopra, i conti sono fatti. E le probabilità che Bersani ottenga la fiducia dovrebbero esserci. Vorrei fare la romantica, anche se il romanticismo con la politica poco ci azzecca. Che la svolta auspicata per il Governo che verrà, sia proprio rappresentata da questo Governissimo? Un nome che evoca qualcosa di mitologico, ma che in realtà indica l’unione di forze di pensiero contrastanti, una diversità assoluta che esiste fin dalla notte dei tempi. Non sarebbe male, dopotutto uno è il Premier (in questo caso sarebbe Bersani) che si sceglie da se’ la sua squadra di lavoro. Poi ci sono gli altri. Gli esponenti con alleati del centrosinistra, e gli esponenti del centrodestra. Otto sono i punti di Bersani, altrettanti saranno quelli degli ipotetici amici. Volete che qualcuno non sia similare? In teoria se tutti sono mossi dal desiderio unico di aiutare-salvare il nostro Paese, non bisogna certo essere solo politici per capire quali sono le priorità. Un esempio? Il lavoro. Gli ultimi dati di Confcommercio ci mandano segnali assolutamente devastanti: nel 2013 saranno tantissimi i nuovi poveri. Poveri perché senza soldi, senza soldi perché senza lavoro, senza lavoro perché senza prospettive. La sinistra, ideologicamente da sempre vicino ai lavoratori e ai loro diritti, la destra sensibile alle politiche di aiuti alle imprese, agli imprenditori: non è fantastico? Questi son due provvedimenti da cogliere assolutamente in contemporaneo parallelismo, mica si può prescindere. Se le aziende hanno aiuti, le aziende ripartono, e automaticamente ripartono i lavoratori. Bersani sarebbe in grado, nella posizione in cui si trova, di tenere a bada - bonariamente parlando - Berlusconi, da molti tacciato per assolutista. (Bersani dixit: “Parlo con tutti, ma le idee sono le mie”). Gli alleati sia di destra sia di sinistra potrebbero lavorare e avanzare le loro singole proposte, senza rimanere ai margini di un Parlamento di un unico colore (nella maggioranza). L’opposizione in questo caso farebbe da contraltare. E se l’opposizione fosse il Movimento 5 stelle, non è da escludere che potrebbe comunque appoggiare determinate scelte, per loro stessa ammissione “non precludiamo niente, voteremo legge per legge”. Certo, come compromesso occorrerà che tutti si tapino un po’ il naso, ma tutto non si può avere. Funziona così, no? Altrimenti non saremmo esseri civili ma solo elementi di un sistema a senso unico.
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Governo, Napolitano: destinatario dell'incarico è Pier Luigi Bersani
Il mandato conferito per verificare un sostegno parlamentare certo a un governo che abbia la fiducia delle Camere ----------- 22 marzo 2013
Il momento del conferimento dell'incarico a Bersani
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Bersani: accetto con determinazione incarico per governo di cambiamento
Il leader del Pd: 'Mi metto da subito al lavoro, incontrerò forze politiche e sociali'
Bersani parla dopo il conferimento dell'incarico e spiega le sue mosse